Coronavirus, in Decreto misure stringenti per le zone a rischio: quali sono

decreto zone rosse

Il Governo ha emanato il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulle misure per contrastare e limitare la diffusione del coronavirus. Vista l’evolversi del fenomeno e l’aumento dei contagi, è stato emesso un decreto con l’obiettivo di garantire una uniformità nei protocolli di profilassi su tutto il territorio nazionale. Nel decreto sono elencate tutte le misure da adottare dal 2 al 8 marzo in tutte le zone rosse in cui si è diffuso il coronavirus.

All’interno del decreto sono contenute delle norme che valgono solo per i comuni delle zone rosse, altre per le regioni del nord Italia maggiormente colpite (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna a cui si aggiungono le province di Pesaro-Urbino e Savona), e infine altre ancora per tutto il territorio nazionale.

Le norme del Decreto per le zone rosse

Le norme del decreto saranno in vigore dal 2 all’8 marzo e prevedono:

  • Regole per i luoghi di culto: i luoghi di culto restano aperti a patto che vengano adottate delle misure tali da evitare assembramenti di persone e di garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Anche i musei, le biblioteche e i monumenti riapriranno garantendo la stessa situazione dei luoghi di culto.
  • Scuole chiuse: è prevista la sospensione di tutti i servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani. Sono esclusi i corsi per i medici in formazione specialistica.
  • Sospensione del servizio ai tavoli: E’ permesso lo svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub a condizione che il servizio sia eseguito per i soli posti a sedere.
  • Sospensione attività sportive: in Emilia Romagna saranno sospese tutti gli eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentita l’attività di allenamento. Le trasferte per i tifosi provenienti da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, Pesaro-Urbino e Savona sono vietate.
  • Accessi limitati nelle funivie: è’ consentito lo svolgimento delle attività negli impianti sciistici a condizione che il gestore provveda alla limitazione dell’accesso agli impianti di trasporto chiusi garantendo la presenza di un massimo di persone pari ad un terzo della capienza.
  • Limitazioni per i visitatori negli ospedali.

Nella provincia di Piacenza e in Lombardia sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali. Su tutto il territorio nazionale è consigliato di attuare politiche di lavoro agile e la sospensione dei viaggi d’istruzione e le iniziative di scambio o gemellaggio.