Coronavirus, Della Vedova a governo: non sottovalutare crisi economica

Pol/Bac

Roma, 24 mar. (askanews) - "Dobbiamo evitare che la crisi economica da Coronavirus venga sottovaluta come accaduto con la crisi sanitaria da Coronavirus. Un mese e mezzo fa da parte dell'esecutivo e della maggioranza (e anche poi dall'opposizione) giungevano messaggi tranquillizzanti, che o escludevano il pericolo per l'Italia ovvero garantivano l'esistenza di mezzi adeguati a fronteggiarlo adeguatamente. Adesso non si deve fare lo stesso errore di sottovalutazione sugli effetti economici del blocco quasi generalizzato delle attività economiche, che farà crollare il PIL ben oltre le previsioni di qualche punto percentuale espresse oggi dal Ministro Gualtieri". Lo dichiara il segretario di Piu Europa, Benedetto Della Vedova, dopo avere ascoltato la relazione del Ministro dell'Economia alle commissioni congiunte di Camera e Senato sul decreto 'cura Italia'.

"È vero - aggiunge - che la crisi colpisce tutti i paesi avanzati, perché la pandemia li riguarda tutti, ma è altrettanto vero che non tutti subiscono questo colpo nelle stesse condizioni e con gli stessi mezzi per reagire. L'Italia è arrivata a questa crisi crescendo meno di tutti gli altri paesi europei e con livelli di debito inferiori solo a quelli greci".

"Anche per questa ragione - prosegue Della Vedova - continua a essere insensato l'atteggiamento antagonistico verso le istituzioni europee, dopo il sostegno che la BCE sta già offrendo alla tenuta del nostro debito, con una polemica senza misura contro il Mes e con la pretesa che gli aiuti per il nostro Paese siano incondizionati, cioè non finalizzati a interventi specifici di sostegno e rilancio del sistema economico e non a misure sbagliate come quota 100 o a sperperi come oi miliardi buttati anche di recente in Alitalia. Con l'Europa non è il momento della propaganda ma del negoziato e su questo il Governo appare gravemente condizionato dagli strascichi antieuropei, sia nella opposizione che nella maggioranza".

"Occorre - conclude Della Vedova - più chiarezza o la posizione italiana sarà debole a Bruxelles dove servirebbe la maggior forza".