Coronavirus: dentro l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

Ospedale Papa Giovanni XXIII a Bergamo: emergenza Coronavirus

Le telecamere di Sky News sono entrate nell’ospedale Papa Giovanni XXIII, Bergamo, dove l’emergenza Coronavirus si sta facendo sentire più forte che mai. Le immagini che riportano la situazione presso il pronto soccorso sono decisamente forti, non tanto per la loro crudezza quanto piuttosto per la realtà che documentano.

Viaggio dentro un ospedale a Bergamo

Nel Nord Italia, ma anche al Sud la situazione ospedaliera è critica. I posti letto esauriscono, i reparti si affollano, soprattutto quelli di terapia intensiva. Ogni giorno, nelle strade deserte delle città si sentono le sirene delle ambulanze in emergenza. Anche nel bresciano la situazione è simile: per poter ospitare più pazienti, sono stati adoperati i parcheggi delle ambulanze, dove le persone vengono disposte su brande e riposano sotto coperte termiche.

Presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, la terapia intensiva è al completo e stiamo parlando di una delle strutture più avanzate d’Europa. Per questo motivo le telecamere di Sky News riprendono una situazione che sembrerebbe avere luogo presso tale reparto, quando invece si tratta del pronto soccorso.

Coronavirus: “Non è un’influenza”

I pazienti hanno la testa all’interno di una sacca, per poter equalizzare la pressione dell’aria nei polmoni. I dottori affermano che non si aspettavano un tale numero di contagiati e non avevano visto nulla di simile prima d’ora: “È più simile alla polmonite, piuttosto che all’influenza”, commenta un dottore, “Essendone una forma molto grave, c’è bisogno che il sistema immunitario del contagiato sia davvero forte”.

Una battaglia estenuante

Ogni giorno, presso il Papa Giovanni XXIII arrivano 50-60 pazienti che necessitano di grandi quantità di ossigeno. Medici e infermieri pregano anche gli altri Paesi di chiudere immediatamente tutto, per poter rallentare e contenere la pandemia Coronavirus.

Mentre c’è chi va a fare la spesa ogni giorno pur di uscire dalla quarantena, ci sono medici e infermieri che non sanno più da quante ore siano in turno. Stremati, i volti segnati dalle mascherine, accaldati da guanti e camici anti contagio, anche se in alcuni ospedali tali dotazioni non sono più disponibili e alcuni di loro sono esposti al Coronavirus.