Coronavirus, Di Maio: "Politica sia credibile, non mantenga status"

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"Esistono dei provvedimenti che si devono prendere per affrontare la crisi. Questi provvedimenti li deve prendere la politica, il governo centrale, la politica regionale e comunale che hanno delle responsabilità perché devono assumersi la responsabilità di affrontare la crisi. Ma prima di fare questo la politica deve mettersi in una condizione di credibilità perché se andiamo verso un momento di difficoltà per imprese, lavoratori, mamme e papà, per dinamiche di mercato internazionali, la politica non può pensare di affrontare la crisi mantenendo lo status che aveva prima della crisi". A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo in diretta su Facebook. 

"Noi - aggiunge DI Maio - abbiamo detto sempre che la politica deve comportarsi come il buon padre di famiglia. il buon padre di famiglia risolve i problemi della famiglia ma prima ancora di affrontarli dà il buon esempio ai figli. Noi questo dobbiamo fare in questo momento storico ed è per questo che sostengo la proposta lanciata questa mattina da Vito Crimi del M5S di tagliare lo stipendio dei parlamentari e dei consiglieri regionali. E' importante in questo momento".  

In un periodo di crisi, continua il ministro, "non bisogna permettere la macelleria sociale. E quindi tutti gli strumenti dello Stato sociale vanno rafforzati, non indeboliti". 

"Grazie al reddito di cittadinanza - aggiunge Di Maio - 2,5 o 3 mln di persone possono mangiare anche in questo periodo di crisi, e altre le aiuteremo con i soldi che stiamo dando ai Comuni. Ma dobbiamo ricordarci che in un periodo di crisi non serve precarizzare il lavoro, non serve tagliare gli strumenti di assistenza alle persone in difficoltà e non serve allungare l'età pensionabile, perché così si tradiscono le giovani generazioni". 

E ancora: "Stiamo andando incontro ad una crisi economica, che si affronta con delle ricette economiche. Queste ricette sono maggiori investimenti, anche con il debito, per creare più posti di lavoro e per dare lavoro alle nostre imprese. E digitalizzazione del paese. Abbiamo visto che si riescono a fare una serie di cose digitali in questo paese".  

"Tutti concordano che i prossimi mesi saranno difficili perché questa è una crisi sanitaria ma anche economica. Andiamo incontro a un periodo economicamente difficile", sottolinea quindi Di Maio e se "ovviamente il nostro pensiero va ai morti, ai malati, a Bergamo e Brescia", il dovere della politica è anche prepararsi "ad affrontare la crisi economica". E, dalle esperienze pregresse, "abbiamo capito che le crisi economiche non si affrontano con l'austerity, tagliando, ma investendo". 

"Quando ci sono i momenti di crisi serve uno Stato innovatore, che con il suo intervento diretto nell'economia è in grado innovare quel processo. E allora ben venga un intervento diretto dello Stato in alcuni ambiti dell'economia", spiega il ministro, che continua: "Ce ne stiamo rendendo conto anche in questi giorni: il Made in Italy lo esporti nel mondo e sei in buone relazioni con tutto il mondo. Se iniziano i problemi delle chiusure dei confini, se iniziano i problemi dei dazi, il Made in Italy va in affanno".