Coronavirus, documentario su Matteo Ricci su tv cinese dopo virus

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Roma, 26 feb. (askanews) - "Sono stato contattato dal regista del nostro nuovo documentario su Matteo Ricci con la televisione centrale cinese, completato ma non ancora andato in onda sulla rete nazionale: mi ha comunicato che la direzione ha messo il documentario nella lista di programmazione per il 'dopo-trauma' dell'epidemia per dimostrare il sostegno straniero alla popolazione". Lo rende noto padre Emilio Zanetti, gesuita, responsabile di un progetto di produzione televisiva Italia-Cina della TV cinese.

Il gesuita Matteo Ricci (Macerata 1552 - Pechino 1610) fu missionario in Cina. Anche grazie alla stima di cui godette presso la corte imperiale, condusse un'opera di apostolato e di evangelizzazione basata sul criterio del rispetto per i valori culturali locali e della penetrazione del cristianesimo nella classe colta. Scrisse in cinese opere di matematica, astrnonomia, filosofia morale, e anche un mappamondo che, come ha notato Papa Francesco in una udienza ai gesuiti della Civiltà cattolica, "servì anche a introdurre ancora meglio il popolo cinese alle altre civiltà".

I cinesi, spiega ora padre Zanetti in una "lettera dalla Cina" pubblicata sul sito informativo dei gesuiti italiani, news.gesuiti.it, "sono stati colpiti dalle molte testimonianze raccolte (nel documentario su Matteo Ricci, ndr.) in Italia, Portogallo, India e soprattutto dalla profonda intervista al presidente Mattarella su amicizia e collaborazione tra Italia e Cina, intervista in cui culminano le due ore del documentario. Per questa ragione non so come ringraziare tutti coloro che hanno collaborato all'opera. Ricci scriveva che gli amici si vedono nel momento del bisogno, e sentirsi ringraziare dalle autorità cinesi in questo particolare frangente risulta commovente. Per loro l'appoggio morale è davvero importante".