Coronavirus, domani vertice Ue, focus su condizioni per... -2-

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Bruxelles, 25 mar. (askanews) - Sull'altro punto in discussione, quello degli eurobond, si gioca un tentativo di andare contro un vero e proprio tabù. I tedeschi e gli olandesi, in particolare, hanno sempre mostrato una contrarietà di principio su qualunque ipotesi di mutualizzazione del debito, considerandola addirittura come una violazione del quadro giuridico dell'Eurozona.

Che se ne stesse parlando neo giorni scorsi, dietro le quinte, era chiaro, e si sapeva che il premier italiano Conte spingeva per questa soluzione, ma c'era finora a Bruxelles un pudore surreale che impediva di pronunciare esplicitamente la parola "eurobond". Solo il commissario europeo agli Affari economici e finanziari, Paolo Gentiloni, aveva ammesso esplicitamente, già da qualche giorno, che quella degli eurobond che era una delle ipotesi sul tavolo, la risposta più elusiva dei responsabili e dei portavoce delle istituzioni europee era sempre: "Tutte le ipotesi sono sul tavolo". In ultimo, lo aveva ammesso anche il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno.

La lettera che i capi di Stato e di governo di nove paesi dell'Eurozona - Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Spagna, Portogallo, Grecia, Slovenia e Irlanda - hanno inviato a Michel, alla vigilia del vertice Ue, sfida finalmente il tabù: "Dobbiamo lavorare su uno strumento di debito comune emesso da una istituzione dell'Ue per raccogliere risorse sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli Stati membri, garantendo in questo modo il finanziamento stabile e a lungo termine delle politiche utili a contrastare i danni causati da questa pandemia", scrivono i nove leader. Questo strumento di debito, continuano dovrà "essere di dimensioni sufficienti e a lunga scadenza, per essere pienamente efficace e per evitare rischi di rifinanziamento ora come nel futuro".

"I fondi raccolti - precisa la lettera - saranno destinati a finanziare, in tutti gli Stati membri, i necessari investimenti nei sistemi sanitari e le politiche temporanee volte a proteggere le nostre economie e il nostro modello sociale".

Le ragioni a favore di questa soluzione, argomentano i nove leader, sono "forti, poiché siamo tutti di fronte a uno shock esterno simmetrico, per il quale nessun paese è responsabile, ma le cui conseguenze negative sono sopportate da tutti".

"E siamo collettivamente responsabili di una risposta europea unita ed efficace", conclude la lettera.