Coronavirus, Dottoremaèveroche: gli anziani sono più fragili -2-

Mpd

Roma, 24 mar. (askanews) - La maggiore fragilità dell'anziano di fronte alla malattia dipende solo dalle sue condizioni di salute? "No - spiega ancora la pagina Fnomceo DMEVC - dipende anche dal contesto sociale e dagli stili di vita della popolazione. Dobbiamo tenere in considerazione che le persone anziane vivono oggi in contesti familiari in cui spesso mancano i giovani. Delle famiglie italiane composte da persone sole, circa la metà (48%) è composta da anziani di 65 e più anni e in un terzo dei casi a vivere in solitudine è un anziano di oltre 75 anni. Vista da un'altra angolatura, questa preoccupante realtà ci dice che più della metà degli ultra 84enni vive solo. Nel momento in cui l'emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha imposto il decreto battezzato #iorestoacasa dallo stesso Presidente del Consiglio dei ministri, la maggiore protezione garantita con il cosiddetto "distanziamento sociale" alle persone più fragili porta inevitabilmente con sé la probabilità di un ulteriore isolamento delle persone anziane. Occorre ricordare che più di un anziano su tre prova dolore fisico, da moderato a molto forte, almeno una volta al mese e quasi uno su quattro ha gravi limitazioni motorie: è del tutto evidente come queste condizioni rendano gli anziani più dipendenti da familiari giovani o da vicini coetanei ma in migliore salute. La solitudine, dunque, comporta un maggior rischio per la salute. Può anche favorire l'insorgenza o l'aggravarsi di disturbi psichici (ansia e depressione, in primo luogo) o cognitivi (perdita di memoria, demenza, malattia di Alzheimer). Questi disturbi, a loro volta, possono avere un impatto negativo anche sulla salute cardiovascolare o sul metabolismo: pensiamo per esempio al rischio di dimenticare l'assunzione regolare di medicinali o ai pericoli di un'alimentazione non bilanciata".