Coronavirus, dubbi del New York Times: “Riusciranno gli italiani a seguire le regole?”

Coronavirus New York Times

La “furbizia italiana”, ovvero la tendenza ad arginare regole e decreti, è arrivata anche sulle pagine del New York Times: parlando dell’emergenza coronavirus che sta interessando il nostro paese, il giornalista si è chiesto se i cittadini saranno in grado di seguire le regole imposte dal governo.

Coronavirus visto dal New York Times

Agli americani non dev’essere sfuggita l’espressione che, nella conferenza stampa notturna di domenica 8 marzo 2020, il Premier Conte aveva utilizzato. E così l’hanno ripresa portando come esempio le centinaia di persone che, circolata la bozza del decreto governativo che limitava entrate e accessi in Lombardia e altre province, hanno iniziato a fuggire da Milano.

Stazioni piene, treni affollati e possibile importazione di contagi al sud: tutto ciò che l’esecutivo avrebbe voluto evitare e che invece la “furbizia” ha portato a compiere. Con il risultato di aver contribuito ancora di più alla diffusione dell’infezione. Così il giornalista del NYT ha definito il termine: “l’astuzia o l’intelligenza tipicamente adottate per aggirare burocrazia e leggi scomode“. Un tratto generale attribuito agli italiani anche da altri italiani, ha sostenuto.

Di qui la sua domanda è sorta spontanea tanto da metterla come titolo dell’articolo: “Il primo giorno di un ampio isolamento sorge un dibattito: gli italiani riescono a seguire le regole?“. A fianco del testo uno scatto dei tavoli affollati all’esterno di un locale a Milano. Ad accompagnarlo la spiegazione che, nonostante gli appelli delle autorità, molte persone hanno trascorso la giornata fuori casa. Un messaggio che non solo oltralpe ma anche in territorio extra europeo ha dato adito a scetticismo e dubbi sulla nostra capacità di rispettare le norme. Resta solo da dimostrare, attraverso i fatti, che si stavano sbagliando.