Coronavirus e animali da compagnia, Oipa: facciamo chiarezza

Cro-Mpd

Roma, 10 mar. (askanews) - "È stato dichiarato dal Ministero della Salute e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che il ceppo in questione si trasmette unicamente da uomo a uomo e non vi sono prove tangibili della trasmissibilità della malattia da parte degli animali da compagnia". A seguito del clima di grande preoccupazione dato dall'evolversi dell'epidemia di Covid-19 in atto in Italia, scende in campo l'OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali, per "diffondere una corretta informazione in merito al rapporto tra il virus in questione e gli animali da compagnia".

"I coronavirus, così chiamati per il loro aspetto simile ad una corona - spiega una nota - sono una famiglia di virus già nota al mondo scientifico dagli anni Sessanta e causa di comprovate infezioni che si presentano sia nell'uomo che in alcune specie animali. È bene ricordare che la famiglia dei corona virus è davvero ampia, non va quindi limitata all'attuale malattia respiratoria denominata COVID-19 e quindi generalizzata. Siamo di fronte ad un nuovo ceppo di un virus, già conosciuto, ma mai identificato nell'uomo. Attualmente i Coronavirus in grado di infettare e causare malattie nell'essere umano sono sette".

"Gli animali contraggono virus appartenenti a questa famiglia, come l'alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il Covid-19 - spiega Silvana Confente, medico veterinario - è fondamentale rendere pubblica questa indicazione scientifica per evitare il diffondersi di comportamenti dettati da poca consapevolezza e che vadano a ledere il benessere degli animali e la loro libera circolazione". (segue)