Coronavirus e lezioni on line, preside Zen "Qui tanti senza pc"

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(di Rossana Lo Castro) -"Mi sento quasi a lutto. Per noi è una tragedia". Daniela Lo Verde è una preside in trincea. Da sette anni è a capo dell’istituto comprensivo Giovanni Falcone nel quartiere Zen 2, a Palermo. Scuola di frontiera la sua, "presidio di protezione e sicurezza" dice lei con un sorriso dolce e una tempra non comune. Negli anni ha affrontato la diffidenza del quartiere prima, i raid dei vandali nell'istituto poi. Senza mai arretrare di un millimetro. Sempre accanto ai 'suoi' ragazzi. "Io vivo per e con i miei alunni, non so stare senza - racconta all'Adnkronos -. Sa qual è la verità? Noi abbiamo bisogno di loro tanto quanto loro di noi". Un rapporto simbiotico. Che in un quartiere a rischio come lo Zen 2 è fatto di presenza e fiducia. Ecco perché lo stop alle lezioni fino al 15 marzo deciso dal Governo Conte per fronteggiare l'emergenza Coronavirus la preoccupa.  

"Temiamo di perdere questi ragazzi - ammette -. Lontani dalla scuola per tutto questo tempo...". L'istituto intitolato al giudice antimafia ucciso nella strage di Capaci è una 'sentinella' in un quartiere di periferia dove l'illegalità resta ancora purtroppo diffusa. "Cerchiamo di tenere le porte della scuola il più possibile aperte con attività extrascolastiche, laboratori, incontri. Perché se i ragazzi non sono qui, l'alternativa per loro è la strada". Dopo la notizia della nuova sospensione delle attività didattiche in tanti l'hanno chiamata. "Il mio telefono e quello del mio vice ieri erano di fuoco - racconta -. Molte mamme ci hanno contattato per capire cosa fare, o anche solo per chiederci consigli pratici. Inevitabilmente le notizie trasmesse dalla tv preoccupano. Noi abbiamo cercato di rassicurare tutti. Certo non è facile".  

Con le porte dell'istituto off limits agli alunni la sfida adesso è garantire la continuità didattica. "I dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità", recita il decreto del Governo. "Per noi è molto complicato - ammette la preside Lo Verde -, durissimo direi. La quasi totalità dei nostri alunni non ha a casa un computer. Stiamo cercando di capire come organizzarci". L'ipotesi al momento è quella di utilizzare Whatsapp o Facebook. "Pensiamo di fornire dei testi, degli esercizi ai ragazzi che potrebbero utilizzare i loro cellulari o quelli dei loro genitori. Ma ancora è tutto in itinere".  

A "brevissimo" nella scuola in cui a presidio sono rimasti solo lei, il suo staff e il personale Ata la preside Lo Verde convocherà un collegio dei docenti. "Garantendo le condizioni di sicurezza previste dal Governo ovviamente", precisa, spiegando che è "necessario confrontarci per individuare la strategia migliore perché i ragazzi non siano penalizzati da questo stop alle lezioni". Una sospensione che segue quella già decisa nei giorni scorsi dal Governo Musumeci per consentire le operazioni di sanificazione negli istituti cittadini. "In quell'occasione noi abbiamo organizzato lezioni all'aperto - racconta Lo Verde -. Abbiamo portato i ragazzi nel parco della Favorita e abbiamo tenuto due lezioni, una sui fossili e l'altra prettamente umanistica, con la lettura di alcune poesie. E' stato un bellissimo momento".  

Il nuovo stop fino al 15 marzo, però, alla preside di frontiera sembra "un eccesso di preoccupazione", anche se, ammette, "i panni dei nostri governanti sono oggi difficili da indossare. E' sicuramente una decisione ardua presa con il conforto di dati scientifici. Non sta a me dare valutazioni". Quello che, invece, le spetta è affrontare i prossimi giorni. "Sarà durissima - conclude - da un punto di vista organizzativo, ma anche e soprattuto da quello umano. Ogni mattina ricevo centinaia di baci dai miei studenti, per me sarà pesante farne a meno per tutti questi giorni".