Coronavirus e rivolta nelle carceri, il Tribunale: “Liberare i detenuti”

Coronavirus, dopo le evasioni nelle carceri si pensa a soluzioni

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La notizia del blocco delle visite dei parenti dei detenuti, durante l’emergenza Coronavirus, ha causato una violenta rivolta ed evasioni degli stessi in molte carceri italiane. Il blocco era stata voluto per cercare di porre un freno all’epidemia che sta flagellando l’Italia. Infatti, se il virus dovesse entrare nei penitenziari italiani, si rischierebbe una vera e propria tragedia. Per questo motivo, il Tribunale di Sorveglianza di Milano si è attivato per “liberare” le carceri “il più possibile”.

Coronavirus e rivolta nelle carceri, la “soluzione”

Il problema è serio, e al contempo di difficile soluzione. Le carceri sono sovraffollate, ma fare uscire i detenuti rischierebbe di provocare decine di proteste in tutta Italia. Il Tribunale sta prendendo però sul serio l’emergenza. Per questo motivo ha avviato “intese con il Sert per potenziare gli affidamenti terapeutici e le misure alternative anche con un tavolo che si è costituito con le direzioni delle carceri, il Provveditorato regionale e Regione Lombardia”. Queste le parole di Giovanna Di Rosa, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano.

Le rivolte e le evasioni nelle carceri sono andate in scena nella giornata di martedì 8 marzo 2020. Il DPCM emanato dal Governo aveva scatenato le ire dei detenuti, sfociate in proteste e tentativi di evasione. A spaventare, oltre al sovraffollamento delle strutture, è l’impossibilità di garantire le distanze.

Nel carcere di Modena, sei prigionieri sono morti per overdose da uso di stupefacenti come oppioidi e benzodiazepine. A Pavia, nella casa circondariale Torre del Gallo, sono stati presi in ostaggio e picchiati due poliziotti della Penitenziaria. I detenuti hanno poi liberato decine di carcerati rubando le chiavi delle celle agli agenti.