Coronavirus, Emilia chiede piano speciale su turismo e... -2-

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Bologna, 6 mar. (askanews) - Secondo la Regione Emilia-Romagna, in questa fase è ancora più urgente la promozione del sistema Paese e, in particolare, delle comunità provate dall'emergenza del coronavirus. Per questo il documento delle Regioni chiede al governo di avviare azioni integrate a livello nazionale ed internazionale attraverso Enit, l'Agenzia nazionale del Turismo, accompagnando la promo commercializzazione con un rafforzamento della programmazione di attività che riguardano i beni ambientali e culturali, le rassegne, i festival nelle zone più colpite dall'emergenza sanitaria.

"Come Emilia-Romagna - ha aggiunto Corsini - stiamo già lavorando a un piano di comunicazione straordinario che finanziamo con 1,5 milioni di euro, da far partire non appena sarà terminata l'emergenza sanitaria. Interesserà il mercato italiano con lo scopo di promuovere fin da subito il recupero della domanda interna, mentre per il mercato internazionale abbiamo già attivato una cabina di regia con altre Aziende di promozione turistica. E con la Commissione turismo nazionale stiamo ipotizzando anche altre misure sempre per stimolare la domanda interna come il credito d'imposta sulle spese che le famiglie sosterranno in vacanza per trasporto pubblico, alberghi, campeggi e ricettività in generale, ingressi nei musei e siti culturali".

Per quanto concerne il settore fieristico si ritiene necessario un piano straordinario ad hoc: sia diretto a favore dei quartieri e degli organizzatori, sia indiretto a favore dell'indotto. Alla Commissione europea andrà chiesta l'erogazione di contributi a fondo perduto per far fronte agli extra-costi che derivano dalla nuova calendarizzazione degli eventi, prestiti ponte a tasso zero, sostegno alla liquidità e voucher per i partecipanti.

Infine, per tutta la filiera turistica sono fondamentali anche gli interventi già chiesti per il sostegno alle altre imprese: dagli investimenti nel digitale, al sostegno al reddito e alla salvaguardia dei posti di lavoro con l'attivazione di cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori del comparto, allo sblocco delle procedure per l'avvio delle grandi infrastrutture.