Coronavirus, esperti: individuati in Cina "super diffusori"

Red/Gtu

Roma, 5 feb. (askanews) - Sono stati identificati in Cina i primi "super diffusori" del nuovo coronavirus, lo riferiscono fonti sanitarie cinesi, secondo quanto riportato in un articolo pubblicato sul sito Medicalfacts del virologo Roberto Burioni, firmato daRenata Gili, medico specialista in sanità pubblica e Nicasio Mancini, microbiologo medico dell'ospedale San Raffaele di Mialno.

"Super spreader" sono i soggetti che trasmettono l'infezione a un numero insolitamente elevato di altri individui.

In Cina - sottolineano gli esperti - "la situazione coronavirus non è sotto controllo" e "di tutti gli aspetti dell'epidemia uno da monitorare con attenzione è la possibile esistenza dei cosiddetti 'super spreader', ossia super diffusori dell'infezione", che possono cioè trasmettere il virus più velocemente e a più soggetti rispetto ad altri.

"Noi sappiamo - spiegano i due medici - che il cosiddetto R0 di questa epidemia (ossia il numero di persone che un singolo paziente ammalato può infettare) sembra essere compreso fra 2 e 3. In pratica, un paziente con il coronavirus può trasmettere l'infezione a 2 o 3 altri soggetti".

Ma sembrano esserci eccezioni e "quello che è stato descritto in queste ore nell'est della Cina non è per nulla confortante". Ovvero: "In una città della provincia di Jiangsu della Cina orientale, Xuzhou, si è visto che dieci pazienti infetti sono stati a stretto contatto con solo una persona infetta. Cioè, un singolo individuo ne ha infettati dieci. Inoltre, nella città di Xinyu della provincia di Jiangxi, sembra che un solo operatore sanitario di 43 anni, ricoverato in condizioni critiche in ospedale, abbia da solo infettato 15 dei 17 nuovi casi verificatisi in città".(Segue)