Coronavirus, esperti: individuati in Cina "super diffusori" -2-

Red/Gtu

Roma, 5 feb. (askanews) - Si tratta - ricordano gli esperti - di un fenomeno non nuovo nell'andamento di un'epidemia, già documentato ad esempio nel caso della Sars: R0 di circa 3 ma "furono identificati individui in grado di infettare decine di altri soggetti". Successe - "caso molto studiato" - ad una donna canadese: si ammalò durante una vacanza ad Hong Kong e tornata a casa, favorì l'ondata dei primi casi in Canada. Erano ancora le prime fasi dell'epidemia - ricordano gli esperti - quindi la trasmissione a più persone fu anche favorita dalla scarsa ancora conoscenza della gravità della situazione.

La definizione dal punto di vista numerico di un super spreader non avviene "in modo oggettivo e assoluto", ma "nel caso della Sars una commissione di scienziati ed epidemiologi definì in 8 il numero di casi di trasmissione necessari per identificare un super diffusore. Vedremo per questo nuovo coronavirus".

In ogni caso gli esperti ribadiscono i loro avvertimenti: "Come abbiamo più volte detto, isolare i casi di malattia e risalire a tutte le persone con cui essi sono entrati in contatto è fondamentale al fine di interrompere la catena del contagio. La presenza di soggetti che non infettano solo due o tre persone vicine a loro, ma sono capaci di infettarne un numero molto più alto potrebbe complicare le cose, aggiungendo un fattore confondente che rischia di rendere tutto più difficile". Quindi "è importante che la guardia resti alta, quindi, anche per farsi trovare pronti a eventuali altri casi di questo tipo".