Coronavirus: esperto leggende urbane, 'contesto ideale per nascita complottismi'

webinfo@adnkronos.com

(di Roberta Lanzara) - Da 'Coronavirus' a 'MenthalCoronavirus'. Da virus reale a virus mentale: ecco la naturale evoluzione del Covid-19, "forma degenerata del virus reale, metafora d'apocalisse, maledizione biblica". La causa? "Il cortocircuito tra incaute dichiarazioni dei maggiori rappresentanti istituzionali, con la gente, i social, il tam tam mediatico". E il 'MenthalCorona' è fatto. A dipingere lo scenario all'Adnkronos è Paolo Toselli, tra i massimi esperti italiani nel campo delle leggende urbane, che spiega: "Quello attuale è il contesto ideale in cui nascono i complotti e di cui si nutrono i complottisti".  

Coronavirus: Colpa degli americani? Arma per la guerra batteriologica cinese sfuggita di mano? Creato a tavolino dalle aziende farmaceutiche finanziate da Bill Gates, pronte a vendere a caro prezzo il vaccino, già pronto nel cassetto? Il complottismo sul Covid-19 è diventato virale. Le teorie sulle cause della sua diffusione si moltiplicano e contraddicono in rete. Mentre i 'presunti complottisti' si ribellano e auto-assolvono: nessun complottismo, dicono. Solo libero pensiero identificato in 'complotto' dal Pensiero Unico Dominante, che fa capo al potere economico-finanziario globale. 

"Il Complotto proviene dall'azzeramento della fiducia; dalla diffidenza totale nell'Autorità. Dal tutti mentono - spiega l'esperto - Dalla convinzione che una regia non ben identificata vuole farci del male e chi contesta, chi obietta, chi afferma il contrario fa parte del complotto. Ma il punto è - rimarca - che le teorie complottiste si smentiscono l'una con l'altra" e spesso si ripetono, sul medesimo canovaccio. Come sta avvenendo con il Coronavirus.  

Toselli cita una affermazione del ministro Speranza: L'emergenza Coronavirus "pur essendo classificata come di pericolosità di tipo B, come nel caso della Sars viene gestita come virus di tipo A, equivalente a colera e peste". "Espressione infelice - commenta - Speranza in un attimo ha evocato la Sars ed anche la peste aprendo le porte alla 'sequela' di legende metropolitane post 'Severe acute respiratory syndrome' in versione Covid-19". 

Detto-fatto: "Come per la Sars, il sito mondiale dell'Oms ha dovuto smentire che mangiare aglio ci può salvare dal virus. Che pacchi o prodotti provenienti dalla Cina siano contaminati". Sui cospirazionisti, in scena sono dovuti intervenire siti di 'debunking' (antibufale) istituzionali, come quello dell'Ue. Controbattono in rete quelli che denunciano le bufale delle anti-bufale cioè il contrario di quanto sostenuto dai siti di debunking istituzionali, accusati di essere coadiuvati dalle forze del Pensiero Unico Dominante.  

Brevetti, citazioni di pubblicazioni sulle maggiori riviste scientifiche internazionali come Nature. Rivelazioni choc sui maggiori quotidiani internazionali. Per arrivare da ultimo a citazioni di predicatori su youtube sull'imminenza dell'Apocalisse, "chiaro segno che la fine del mondo si avvicina"....."Ma quale è la fonte certa, verificata, condivisa?", domanda provocatoriamente l'esperto.  

"Chiunque può mettere in giro storie del genere citando fatti per dare autenticità, credibilità". E nel delirio virtuale delle argomentazioni complottiste più disparate lo studioso di leggende metropolitane cita una 'strana coincidenza letteraria' indicata sul web. In un romanzo di Dean Koontz del 1981, 'The Eyes of Darkness', si parlerebbe di un misterioso virus chiamato Wuhan 400 che si sarebbe diffuso nel 2020.  

"Nessuno ha notato - afferma - che l'edizione originale di quel romanzo, pubblicato solo in inglese, non parla del Wuhan 400 ma di un virus con un nome russo: Goski. Il nome divenne Wuhan tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90 e la fatidica data, 2020, indicata in una foto di una pagina apparsa sul web, in realtà non esiste in nessuna delle edizioni".  

Il 'cui prodest....?' non ha risposta. Anche se talvolta "nel panico la leggenda può nascere per esorcizzare la paura", osserva Toselli. Come in 'c'era una volta un treno per Pesaro...', pubblicata su Twitter la mattina del 31 gennaio: "Salgo su un treno per Pesaro. Nella carrozza entra un ragazzo cinese. Una tizia esclama ad alta voce: 'Ecco qua, così s’ammalamo tutti'. Il ragazzo prontamente risponde: 'A signò, io la Cina in vita mia l’ho vista solo su Google Maps!. Applausi. #coronavirus.  

Si tratta di un episodio davvero accaduto o di una semplice battuta raccontata in prima persona, di un aneddoto inventato? Poco importa: "È una piccola parabola contro la discriminazione, il panico da Coronavirus attualmente in corso e la tendenza a giudicare soltanto dalle apparenze".  

L’aneddoto è stato prontamente ripostato da diversi account che l’hanno ripreso parola per parola. Tradotto in diverse lingue ed il treno diretto a Pesaro, ha puntato alla Malesia, Los Angeles, Roma, Urbino... Anche qui si è ripetuto un vecchio canovaccio: "Stavolta la storia dell'arabo e del portafoglio ritrovato...". Vera? Poco importa. Ma 'leggera'.