Coronavirus, esperto: molecola antinfiammazione può rafforzare difese -2-

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Roma, 12 mar. (askanews) - "La palmitoiletanolamide ultra-micronizzata (PEA-um), sostanza endogena, non tossica e dal forte potere anti-infiammatorio - prosegue il Prof. Maione - è in grado di controllare l'iper-attivazione del mastocita. La sua azione favorisce l'attivazione di sistemi endogeni coinvolti con i processi infiammatori come i cannabinoidi, determinando lo spostamento delle cellule dell'infiammazione verso un fenotipo protettivo. In questo modo possiamo regolare il mastocita favorendo il superamento dell'infiammazione. Bisogna allora tentare di capire se questa molecola può aiutare il sistema immunitario a rafforzarsi favorendo la capacità di aggressione anche in presenza di una patologia come quella che si instaura in seguito all'infezione da coronavirus".

"Sappiamo che la molecola funziona sull'infiammazione periferica e sulla neuroimmunoinfiammazione, per cui si tratta di capire se può funzionare anche sull'infiammazione polmonare. Il mastocita è una cellula ubiquitaria, sempre presente laddove si instaura un fenomeno infiammatorio. Perché non immaginare un suo ruolo anche per questo nuovo virus? Una proposta potrebbe essere quella di utilizzare la PEA-um come terapia coadiuvante, insieme ai farmaci già in via di somministrazione, essendo per di più una sostanza sicura, endogena, priva di tossicità. Potrebbe essere somministrata a pazienti di ogni età, ovvio è - conclude il farmacologo - che per un paziente anziano, già debilitato o con un sistema immunitario più fragile, questa molecola potrebbe essere un aiuto in più".