Coronavirus, ex Dirigente della Difesa Civile: “Emergenza gestita malissimo”

borrelli coronavirus

La Difesa Civile è l’ente preposta alla tutela, alla salvaguardia ed al soccorso della popolazione civile in situazioni emergenziali. Ed è questa l’istituzione che, arrivati a questo punto, dovrebbe gestire l’emergenza Coronavirus, che non è più solo sanitaria. «C’è il rischio di una interruzione delle forniture indispensabili per la vita quotidiana delle persone», spiega Luigi Armogida, già Dirigente della Difesa Civile. L’ex Viceprefetto spiega a Notizie.it perché le istituzioni, Governo e Commissario straordinario, stanno gestendo male quest’emergenza e quali sono rischi di queste falle nel sistema.

Alluvione Ginosa 2013

Da ex dirigente della Difesa Civile, di quale gravità ritiene l’emergenza Coronavirus che sta colpendo l’Italia?

Siamo in presenza di una vera e propria crisi in cui le normali risorse o le usuali procedure o i modus operandi giornalieri non sono più in grado di fronteggiare e dare una efficace risposta alla situazione che si è determinata.

Secondo la Sua esperienza, le istituzioni stanno gestendo in modo adeguato l’emergenza?

No. Allo stato appare evidente l’incapacità di interrompere il flusso di eventi e di situazioni che si susseguono. Siamo ormai di fronte ad un’emergenza nazionale di difesa civile, dove “l’aggressione alla Nazione” è costituita dal diffondersi di una gravissima malattia epidemica. È necessario garantire e proteggere in via prioritaria la salute delle persone senza però trascurare la difesa della capacità economica, produttiva e logistica del Paese: È necessario attivare con immediatezza il Piano Nazionale ed i Piani provinciali di Difesa Civile: è necessario attivare presso tutte le Prefetture le sale operative H24.

L’art.14 del decreto legislativo n.300 del 30.07.1999 e ss.mm.ii. attribuisce la competenza in materia di Difesa Civile al Ministero dell’interno.

Quali ritiene possano essere i rischi di un progredire dell’emergenza Coronavirus?

La paralisi purtroppo completa delle Istituzioni e delle infrastrutture relative ai servizi essenziali e non appare, in questo momento, garantita la prosecuzione dei servizi essenziali: c’è il rischio di una interruzione delle forniture indispensabili per la vita quotidiana delle persone ( penso ad esempio ad un’evenuale interruzione o riduzione delle forniture idriche, elettriche e delle comunicazioni).

Ha letto il decreto che stabilisce la zona rossa, lo reputa ben fatto?

Assolutamente no. Il decreto non appare sufficientemente chiaro e sembrerebbe piuttosto il frutto di un ragionamento frettoloso e non coordinato.

Una zona rossa senza però controlli. A cosa serve una limitazione se nessuno poi vigila?

Non c’è stato tra l’emanazione del provvedimento e la sua operatività , il tempo sufficiente per l’organizzazione finalizzata al rispetto dello stesso. Tale carenza è stata ulteriormente aggravata dalla fuga di notizie prima della firma del decreto.

Spesso si fa appello al buon senso dei cittadini. Ritiene che le istituzioni passano affidarsi al buon senso delle persone?

Assolutamente no. È vero che a noi italiani il buon senso non manca, ma siamo come già detto in una situazione di crisi in cui l’ansia ed il panico possono prevalere sul buon senso; occorrono pertanto precise disposizioni sui comportamenti corretti che le persone devono osservare nonché la garanzia che tali disposizioni siano scrupolosamente osservate.

Lei ha anche gestito l’ufficio stampa della Prefettura di Napoli, pensa che la comunicazione istituzionale sull’emergenza si stia svolgendo correttamente? La fuga di notizie di sabato sera ha, ad esempio, generato l’effetto contrario rispetto agli obiettivi del decreto…

No. È necessario che anche la comunicazione venga diretta ed impostata come previsto dal Piano Nazionale di Difesa Civile secondo una catena di comando e controllo, al fine di evitare confusione e fughe di notizie. Sicuramente la fuga di notizie di sabato sera ha prodotto uno stato di forte preoccupazione con le conseguenze che conosciamo.

*Nell’immagine il Viceprefetto Armogida sul luogo di un’alluvione.