Coronavirus fa tremare boutique del lusso

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L'ombra del Coronavirus mette in allarme le boutique del lusso di Roma e Milano. Una preoccupazione, generata dall'emergenza sanitaria in corso, che in questi giorni sta lambendo uno dei settori fondamentali del Made in Italy, quello del lusso e dello shopping nei principali distretti italiani. "Purtroppo rischiamo di registrare una diminuzione di cifre e presenze legate agli acquisti da parte di clienti cinesi - spiega all'Adnkronos Maria Letizia Rapetti, presidente della Nuova Associazione Babuino, che annovera tra i suoi membri alcuni dei nomi più prestigiosi del lusso mondiale -. Nei giorni scorsi abbiamo già riscontrato un rallentamento e tutte le problematiche relative a questa epidemia".  

Come tanti altri brand del centro, sottolinea Rapetti, in questi giorni le boutique di via del Babuino si sono organizzate "con delle mascherine per il personale, perché siamo a contatto diretto con le persone e non sappiamo assolutamente da dove vengano. Cerchiamo comunque di coinvolgerli offrendo loro le mascherine in modo da riceverli al meglio". 

Inutile nasconderlo, la preoccupazione c'è e si fa sentire. Sono proprio i turisti cinesi i primi per gli acquisti del lusso nel nostro Paese. Secondo Global Blue, società leader per i servizi di Tax Refund, in Italia, tra ottobre 2018 e settembre 2019, la prima nazionalità degli 'elite shoppers' è stata rappresentata dai cinesi con il 35% del totale, seguiti da russi (12%), asiatici e arabi (11% ognuno) e statunitensi (7%). Inoltre, stando inoltre agli ultimi dati dell’Osservatorio 2019 di Altagamma la Cina è protagonista del lusso sia come mercato (+30%) che come nazionalità di clienti (35%) del totale. 

"Nei giorni scorsi il calo delle presenze è stato notevole - afferma ancora Rapetti -. Preoccupazione da parte nostra c'è, ma c'è a livello globale. Questo virus non riguarda solo Roma o l'Italia, purtroppo. L'importante è capire cosa possiamo fare e cercare di farlo al meglio per la nostra clientela e per i turisti di tutto il mondo".  

Intanto il tempo stringe. E con l'emergenza sanitaria del Coronavirus scoppiata a ridosso del Capodanno cinese e il blocco del traffico aereo italiano da e per la Cina aumenta il rischio che i turisti cinesi non mettano piede nelle boutique per un bel po' di tempo. Soprattutto a Roma, seconda meta italiana per acquisti tax free dopo Milano. "Se si blocca l'arrivo di cinesi si blocca tutto l'indotto a livello esponenziale, su tutti i fronti, compresi hotel e ristoranti" ammette Rapetti, che cerca di rimanere ottimista: "Roma non è solo negatività ma impegno e volontà di fare, siamo fiduciosi".  

Nella Capitale, anche i negozianti di via Condotti, una delle più importanti strade dello shopping di lusso, esprimono timori: "Le più vulnerabili in questo momento sono le boutique del lusso - osserva Gianni Battistoni, presidente dell'Associazione Via Condotti -. Perché sono i cinesi che fanno buona parte del fatturato, avendo sostituito da anni gli americani. Senza'altro diminuiranno le vendite nel nostro comparto, per effetto della globalizzazione, ormai qualsiasi cosa succeda ha ripercussioni commerciali".  

La comunità cinese, d'altronde "è quella più benestante e che spende di più - fa notare ancora Battistoni - se non si argina questa emergenza la situazione può diventare molto dannosa. Tutti i negozi lamentano che c'è una flessione e non si vedono più cinesi. Questo è un dato di fatto soprattutto, nel settore dell'orologeria, di cui i cinesi sono veri divoratori. Diminuendo, anche con il blocco dei voli, è chiaro che si avrà una flessione nelle vendite. Speriamo che l'emergenza rientri presto, altrimenti può diventare un problema serio".  

E se a Roma i negozianti sono preoccupati, a Milano c'è cautela ma non certo allarmismo. MonteNapoleone District, l'associazione che riunisce oltre 150 brand del lusso tra le vie del quadrilatero della moda milanese, ha rinviato il forum 'La Cina apripista nel futuro delle transazioni elettroniche', in programma martedì prossimo. Una data che cade nel periodo dei festeggiamenti per il Capodanno Cinese che quest’anno non verranno celebrati in considerazione dell’attuale situazione internazionale. 

"Siamo vicini alla Cina - commenta Guglielmo Miani, presidente di MonteNapoleone District -. Abbiamo chiamato tutti i nostri contatti per assicurarci della loro salute e confidiamo che l’allarme possa rientrare al più presto. Per rispetto alle persone continuiamo il nostro lavoro riservandoci di valutare un eventuale posticipo dell'evento La Vendemmia a Shanghai in calendario il 28 maggio 2020".