Coronavirus, farmacista Vo' Euganeo: colpevoli un po' tutti

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Roma, 14 mar. (askanews) - Il giovane farmacista di Vo' Euganeo che ha vissuto in prima linea la quarantena del piccolo paese del padovano tra i primi focolai del coronavirus in Italia, racconta la sua esperienza in un'intervista a Puntoeffe.

Vo' è un piccolo comune dei Colli Euganei, in provincia di Padova, di 3.300 abitanti, che ha purtroppo registrato la prima vittima italiana dell'epidemia di Coronavirus. Primo focolaio del Veneto, nel tentativo di contenere il diffondersi della malattia il Comune è stato isolato per 14 giorni, dal 23 febbraio all'8 marzo: non si poteva né entrare né uscire dal territorio comunale senza specifica autorizzazione.

A far rispettare questo divieto sono stati i posti di blocco delle forze dell'ordine nelle vie d'accesso al comune. Molta attenzione è stata riservata a questa cittadina, basti pensare che circa il 30 per cento di tutti i tamponi effettuati finora (3.300 su 11.000) sono stati condotti a Vò, con 90 casi positivi e un'incidenza del 3,4 per cento.

Una situazione estremamente particolare e tesa che il farmacista Luca Martini ha vissuto in prima persona, in quanto rimasto nella farmacia di Vo' a prestare servizio alla comunità. Residente a Vicenza, a fronte del divieto di accesso e uscita dal territorio comunale, è stato costretto a 'trasferirsi' nei locali della farmacia per tutti e quattordici i giorni. Luca ha 29 anni, è tesoriere di Agifar Vicenza e ci ha gentilmente concesso il privilegio di raccontarci la sua esperienza.

'Ritengo che siamo tutti un po' colpevoli di aver sottovalutato inizialmente i rischi del diffondersi di quest'epidemia. Le notizie che giungevano dalla Cina mi sembravano surreali e distanti, e mai avrei creduto che il primo decesso italiano per Covid19 potesse avvenire proprio nel piccolo paese dove lavoro'. (Segue)