Coronavirus, Feltri: "Io scampato allo sterminio"

webinfo@adnkronos.com

"Bergamo non può fare altro che rivolgersi al Padreterno nella speranza di aiuto, visto che la scienza non sa che fare per contenere la strage". Questo uno dei passi iniziali della lettera su 'Libero' di Vittorio Feltri alla "sua Bergamo", duramente colpita, "con un primato assoluto di vittime", dall'epidemia di coronavirus.  

"Da queste parti è più facile andare all'altro mondo che al supermercato", dice ancora Feltri, "e la gente ignora come comportarsi, salvo ubbidire alle disposizioni ermetiche di Giuseppe Conte".  

Non c'è virologo che sappia spiegare perché proprio a Bergamo si sia verificata una simile ecatombe: "Quasi 5mila trapassati, senza contare quelli non censiti: un mistero - lo definisce Feltri - più cupo del maledetto Corona". 

"Delle persone, amici e compagni, finite al cimitero, ho perso il conto. Avrei preferito perdere il Conte", afferma sarcastico Feltri, definendosi "un abusivo della sopravvivenza, colpevole di essere scampato allo stermino: quando tornerò a Bergamo mi sentirò quasi un estraneo".