Coronavirus, festa in terrazzo nonostante l’emergenza: tutti denunciati

coronavirus festa in terrazza

A Treviso un intero condomino organizza una festa a sorpresa in terrazza nonostante l’emergenza coronavirus: tutti denunciati. Violato il decreto che vieta gli assembramenti.

Coronavirus, a Treviso festa in terrazza

A Treviso in una palazzina, in barba al decreto di Giuseppe Conte che vieta gli assembramenti, è stata organizzata una festa con tanto di musica ad alto volume e una folla gremita. Tutti i partecipanti sono stati denunciati proprio per aver violato il decreto. La notizia è trapelata dopo che il sindaco della città, Mario Conte, ha espresso il proprio disappunto: “Ditemi, parlo per niente? Sto lanciando appelli per il muro o per me stesso?”- ha scritto il sindaco – “Ecco cos’è successo ieri sera a Treviso: la Polizia Locale ha scoperto un FESTINO PRIVATO con tanto di musica a palla. I partecipanti sono stati identificati e poi DENUNCIATI per violazione del Decreto che vieta gli assembramenti. La scusa? Un flashmob! Ma ci prendiamo in giro?”.

Innumerevoli gli appelli in queste ore da parte delle istituzioni a rimanere a casa. In tutta Italia, però, continuano a registrarsi notizie di persone, anche note, che continuano a fare jogging per le strade delle città o al parco, chi passeggia in villa a Catania e chi prende tranquillamente la metro affollata.

L’avviso del sindaco: “Controlli ovunque”

Non l’ha presa per niente bene il primo cittadino che ne approfitta per lanciare l’ennesimo appello contro tutti coloro che nonostante i divieti escono per comprare viveri “da scampagnata”. E poi si chiede retoricamente cosa ne penserebbero tutti i familiari delle persone che sono morte a causa del covid-19: “Lo abbiamo detto in tutte le lingue: bisogna STARE A CASA, STARE A CASA, STARE A CASA!!! Ma con il proprio nucleo familiare, non in 15/20! E lo dico anche per tutti quelli che in questi giorni stanno andando dal macellaio a prendere chili e chili di carne per grigliate e scampagnate. Chissà cosa ne pensano i medici che si stanno dannando l’anima per curare i pazienti in terapia intensiva o a Malattie Infettive. E cosa ne pensano i familiari di chi, purtroppo, ha perso la vita.

Chissà cosa ne pensano tutti coloro che devono sacrificare la propria attività. No, signori, così non si fa. Queste sono le cose che mi fanno – perdonatemi il termine – incazzare. I controlli procederanno A TAPPETO, su tutto il territorio comunale, sia con posti di blocco sia con operatori in borghese. La battaglia è dura, serve aiuto, ma qualcuno sembra non averlo ancora capito!!!”