Coronavirus, focolaio in una chiesa in Corea: “Non uscite”

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La congregazione di una chiesa della città di Daegu in Corea è stata infettata dal coronavirus, facendo allertare tutte le autorità locali, tra cui anche Kwon Young-jin, il sindaco della città, durante una conferenza stampa ha diramato un appello ai suoi 2,5 milioni di concittadini: evitare di uscire. Il primo cittadino di Daegu ha chiesto anche alla abitanti della città di indossare le mascherine al fine di limitare i possibili contagi. Nonostante le infezioni del COVID-19 stiano diminuendo, la paura di infezione resta ancora alta.

Focolaio di coronavirus in una chiesa in Corea

“L’impegno di quarantena a livello nazionale che attualmente è focalizzato sul blocco dell’afflusso del virus (dalla Cina) e la sua diffusione è inadeguato alla prevenzione della malattia che circola nelle comunità locali,” ha ammonito Kwon Young-jin. 28 dei 35 pazienti contagiati in Corea del Sud erano stati a contatto all’interno di una chiesa con una donna risultata positiva al coronavirus. Il paziente in questione sarebbe una donna sudcoreana di circa 70 anni. Fin dalla fine di gennaio, i vertici della chiesa in questione avevano esortato i fedeli che avevano viaggiato all’estero a non partecipare alle funzioni, soprattutto se presentavano dei sintomi, anche lievi, riconducibili al coronavirus. I vertici della chiesa si dichiarano “profondamente dispiaciuti per aver causato allarme alla comunità.” Intanto in Corea è stato confermato il primo decesso dall’agenzia di stampa Yonhap. Il Centro coreano per il controllo e la prevenzione delle malattie non ha fornito ancora dettagli. Nella prima mattinata di giovedì 20, la Corea del Sud aveva confermato un totale di 82 casi di infezione da virus.