Coronavirus, Fontana: "Decreto passo avanti ma riduttivo rispetto a richieste"

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"Il provvedimento io non l'ho ancora guardato attentamente perché è stato firmato poche ore fa. Mi sembra di capire che sia, come si dice a Varese, un 'cicinin' riduttivo rispetto a quelle che erano le nostre richieste e questo non va bene". Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, ospite di 'Live - Non è la d'Urso', commenta il nuovo decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.  

"Uno può anche sbagliare l'impostazione originale, ma se dopo tre settimane ci si rende conto che con i pannicelli caldi non passa la febbre, bisogna passare all'antibiotico", aggiunge Fontana che lo giudica comunque "un passo avanti", sebbene non si capisce perché non si siano voluti chiudere studi professionali e cantieri.  

"Il provvedimento - sottolinea Fontana con una vena di polemica - io non l'ho ancora ufficialmente visto e neppure mi è mai stato presentato. Si dice che abbiamo preso questa decisione con il consenso delle Regioni, se c'è il consenso delle Regioni c'è di tutte le Regioni tranne che della Lombardia che non l'ha mai visto questo provvedimento". 

Io "ho cercato di aspettare il governo ma non ce l'ho fatta. Ho tenuto duro, ma a un certo punto ho dovuto cedere soprattutto al territorio, alle istanze che mi arrivavano dai sindaci" ha poi spiegato Fontana spiegando l'ordinanza firmata ieri che segna all'ulteriore stretta alle misure nella lotta al contrasto al coronavirus. "Ho riunito il tavolo con i sindacati e le categorie e tutti mi hanno detto, fai questo provvedimento, vai avanti, stringi i bulloni perché non ce la facciamo più", ha affermato.  

E poi, rivolgendosi a tutti i lombardi, "dico loro di considerare valida e efficace l'ordinanza che ho firmato ed emanato per tutta la nostra regione. Nella stessa sono contenuti elementi certi e chiari, sia dal punto di vista delle prescrizioni, sia per quanto riguarda le tempistiche".