Coronavirus,Fontana:sarei rimasto piu' rigido misure distanziamento

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Roma, 8 mar. (askanews) - "Io, personalmente, sarei rimasto più rigido nelle misure che attengono al cosiddetto distanziamento sociale, avrei cercato di impedire occasioni di contatto perché il vero problema di questa emergenza è che la gente, a ieri, non si è resa davvero conto della situazione". Lo ha detto il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana è stato intervistato questa mattina in diretta su RTL 102.5 durante l'Indignato Speciale. Uomini di scienza dicono del decreto che era necessario farlo ma sono perplessi dai contenuti. La sua posizione? "Io - ha risposto Fontana - personalmente, sarei rimasto più rigido nelle misure che attengono al cosiddetto distanziamento sociale, avrei cercato di impedire occasioni di contatto perché il vero problema di questa emergenza è che la gente, a ieri, non si è resa davvero conto della situazione. Avrete visto anche voi le foto di code interminabili sulle piste da sci, di inaugurazioni di centri commerciali, di assembramenti nei bar, quindi la considerazione che si deve trarre è che la gente non ha ancora capito che è una situazione in cui tutti dobbiamo fare un piccolo grande sforzo. Tutti quanti rinunciare a una parte della nostra libertà, tutti quanti dobbiamo porre essere dei comportamenti virtuosi che consentano a questo virus di non circolare più, che si interrompa la catena del contagio. Purtroppo qualcuno l'ha capito ma molti no, ecco perché dico che sarebbero forse dovuti essere più impegni per mettere di fronte a una realtà oggettiva i nostri cittadini". Tema lavoro, le aziende possono lavorare? "Io - risponde il presidente della Lombardia - le do una mia interpretazione che è molto superficiale perché ho letto ieri sera il provvedimento alle 20.30 e dovevo dare le mie eventuali considerazioni entro le 21.00, che poi sono state mandate alle 21.15 ma va bene. Ho avuto modo di parlare con il Presidente Conte e sul lavoro, per le rassicurazioni che mi ha dato telefonicamente, che il provvedimento non pone alcun limite né alla circolazione delle merci, né alla circolazione dei lavoratori per raggiungere il posto di lavoro. Tanto è vero che nella nostra nuova formulazione, avevamo preparato una serie di aggiustamenti, e lo dicevamo in modo più specifico però poi il Presidente ha ritenuto di firmare il decreto in nottata e questa mattina non è quindi stato possibile fargli avere il nostro testo, però il suo impegno c'è". Lei sarebbe stato più rigido sulle occasioni di socialità perché sembra che nella vita privata non si abbia cognizione e quindi i Navigli sono affollati. Cosa intende per maggiore rigidità? "Avrei imposto - risponde Fontana - una chiusura più rigorosa magari limitandola nel tempo, ma una chiusura più rigorosa poteva far rendere cosciente la gente che siamo in una situazione grave e che quindi si devono assumere dei comportamenti. Quantomeno si entrava, anche da un punto di vista psicologico, nell'ottica di dire: "Mi hanno detto che non posso andare nel locale affollato e me lo impediscono, poi mi hanno detto che devo fare questo, non lo faccio mai e ora lo faccio". Credo che avrebbe potuto essere: il comportamento che più spesso faccio e che mi viene impedito, diventa quello da cui nasce l'impegno a fare cose che altrimenti non mi ricorderei mai di fare". Autostrade, stazioni e aeroporti sono aperti regolarmente? "Credo di sì, perché nonostante tutto, non dovrei dirlo perché questa mia interpretazione toglie pathos, non è un divieto quello di non circolare ma è un invito. Apprendo ora che il collega della Regione Piemonte Cirio è risultato positivo. Mi lasci esprimere auguri, solidarietà e vicinanza e forza a lottare con noi".