Coronavirus: ‘Franchino’ (Ultras Lazio), ‘chi va in piazza fa quello che dovrebbe fare l’opposizione’

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"A volte il male dell’Italia sono gli italiani stessi. I benpensanti, coloro i quali in questi giorni stanno puntando il dito verso chi ha avuto il coraggio di scendere in piazza. Subito non si è perso tempo a incolpare gli ultras, il mondo dell’estremismo di destra. Perché è diventato un gioco tanto scontato quanto sporco. Chi scende in piazza ora sta facendo anche le veci di un’opposizione immobile che al massimo fa comizi in tv o appelli sui social. Quando qui c’è un popolo che avrebbe bisogno di punti di riferimento". Così all’Adnkronos Franco Costantino, in arte "Franchino", leader degli Ultras Lazio.

"Fa male sapere che quelle stesse persone che ora si indignano, hanno magari una loro attività che sta per chiudere, un figlio che sta perdendo il lavoro, un problema economico. C’è tanta rabbia per questo. Queste persone -osserva- dovrebbero ringraziare chi scende in piazza mettendo a rischio anche la propria immagine e la propria libertà. E poi basta luoghi comuni, perché al contrario di quello che fa comodo dire, in mezzo al mondo degli ultras la gente ha tutto da perdere. Non siamo fannulloni che vanno in giro per devastare la città, abbiamo tutti un lavoro, la propria attività".

"Nessuno qui è negazionista come a qualcuno piace scrivere - spiega Franchino - Il momento storico é delicato, il virus esiste e nessuno di noi sottovaluta la situazione. E giusto prendere ogni precauzione necessaria, ma da qui a uccidere un’intera economia ce ne passa. Noi come tutti abbiamo amici, familiari che hanno esercizi commerciali, costretti durante l’emergenza a fare lavori strutturali, ad investire tanti soldi per poi vedersi costretti a chiudere. Oltre il danno anche la beffa. Inutile girarci attorno: gli introiti veri sono la sera, dall’aperitivo in poi. La cultura moderna impone questo. Abbiamo da portare tanti esempi, una ragazza che era stata appena assunta per un progetto di ristorazione, una start up pronta a partire ed è tutto bloccato ora. E così migliaia di italiani. Ragazzi giovani che hanno voglia di costruirsi il futuro".

Il mondo degli ultras è di nuovo nella bufera. "La classica tattica della distrazione, di fronte a gravi problemi della società, si pensa a puntare il dito su altro. Su di noi, in questo caso. Io lo dico e lo ribadisco: giù le mani dagli ultras. E chi è sceso in piazza l’altra sera non lo ha fatto certo in nome di un gruppo o di un’appartenenza politica, ma vedo che nessuno lo ha detto questo. Anzi, certi personaggi hanno scritto le solite storie romanzate che tanto piacciono a questa società. E finito il tempo di scendere in piazza con cartelli e campanellini. La misura è colma", conclude il leader degli ultras laziali.