Coronavirus: in Francia treni e tgv gratuiti per personale sanitario

Coronavirus: in Francia treni e tgv gratuiti per personale sanitario

Roma, 23 mar. (Adnkronos) – I treni di medio percorrenza Intercités e i Tgv, i treni ad alta velocità, saranno gratuiti per il personale sanitario in Francia. Ad annunciarlo è la Sncf, le ferrovie francesi, che risponde così ad un appello degli ospedali di Parigi che chiedeva questo intervento per permettere al personale sanitario che risponde agli appelli di solidarietà di venire a rafforzare alcuni ospedali in difficoltà a causa dell'emergenza coronavirus.

  • Padre muore in casa, la figlia: “Non gli hanno fatto il tampone”
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    Padre muore in casa, la figlia: “Non gli hanno fatto il tampone”

    A Piazza Pulita su La 7 Asia Marchesi ha raccontato del calvario vissuto dal padre Sirio morto in casa con sintomi analoghi al Covid-19.

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    Il sondaggio: sale la fiducia in Conte, Meloni scavalca Salvini

    "L’indice di gradimento dell’esecutivo oggi si attesta a 56, quello del premier al 61, aumentando rispettivamente di 14 e 13 punti rispetto a un mese fa e raggiungendo i valori più elevati dall’insediamento del Conte 2". E la premessa da cui parte il sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera nel registrare il gradimento oggi, in piena epidemia da Covid-19, per il premier ma anche per i partiti e le coalizioni."Anche i giudizi sui leader politici fanno tutti registrare un aumento - scrive Pagnoncelli - a conferma di un atteggiamento meno ostile manifestato dai cittadini nell’attuale situazione di emergenza sanitaria". E infatti, il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, "ottiene un indice pari a 41, aumenta di 4 punti e sale al primo posto scavalcando Matteo Salvini che si attesta a 39 (+1); al terzo posto balza il ministro della Salute Speranza con 33 (+12), seguito da Franceschini con 32 e Zingaretti con 30 (entrambi +1), quindi Di Maio che sale a 27 con un aumento di 8 punti, Bonafede con 24 (+5), Berlusconi e Bellanova appaiati a 23 (entrambi con +4); infine Crimi con 21 (+4) e Renzi con 13 (+3)". Quanto alle intenzioni di voto, annota Pagnoncelli, "il crescente e significativo apprezzamento per il governo non sembra avere riflessi di analoghe dimensioni sulle scelte degli elettori", e perciò "nel complesso, le due principali forze di governo sono in leggera crescita e il centrodestra è stabile". E dunque: la Lega è ancora al primo posto con il 31,1% dei consensi (-0,5), seguita dal Pd al 20,6 (+1%), dal M5S al 15,3 (+1,3%), quindi FdI stabile al 13,3%, Fi al 6,8% (+0,5), Italia Viva stabile al 3,5%.

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    La Madonna “appare” in piazza San Pietro durante benedizione del Papa

    Un nuvola avrebbe preso la forma della Madonna in piazza San Pietro durante la benedizione Urbi et Orbi.

  • Coronavirus: vittime, contagi e tutti gli ultimi aggiornamenti
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    Coronavirus: vittime, contagi e tutti gli ultimi aggiornamenti

    Gli aggiornamenti in tempo reale sull'emergenza coronavirus in Italia.

  • Fedez, Codacons pretende le scuse: “Potete andare a fare in c**o”
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    Fedez, Codacons pretende le scuse: “Potete andare a fare in c**o”

    Il Codacons pretende le scuse di Fedez entro 48 ore. La replica del marito di Chiara Ferragni è al vetriolo.

  • Toti: se i dati si confermano forse raggiunto picco
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    Toti: se i dati si confermano forse raggiunto picco

    "Li leggiamo con un filo di ottimismo"

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    "L'Italia sia attenta a bugie e ambizioni della Cina", avverte Joshua Wong

    Joshua Wong, leader del partito Demosisto e degli studenti di Hong Kong, ammonisce l'Italia affinché non diventi "una provincia in più della Repubblica Popolare Cinese". Secondo Wong, "al di là di ogni dubbio, la Cina sta sfruttando l'invio delle sue mascherine sanitarie allo scopo di ottenere una futura influenza politica. La generosità insincera ha un prezzo". Wong, che ha capeggiato le durissime proteste per la democrazia nel corso del 2019 a Hong Kong, in un'intervista all'AGI mette anche in guardia dalla conclamata fine dei contagi di coronavirus in Cina, accusando il governo di Pechino perché continuerebbe a nascondere la verità sui dati sanitari."Nel novembre dello scorso anno - prosegue Joshua Wong - l'ambasciata cinese a Roma ha apertamente criticato alcuni parlamentari italiani per avere promosso una videoconferenza con il movimento democratico di Hong Kong, trattando l'Italia alla stregua di una provincia aggiunta della Cina". Wong è preoccupato che Pechino "si stia comprando l'Italia". "Se il governo italiano mancherà di proteggere la nazione contro le ambizioni autocratiche della Cina, le conseguenze di una perdita di sovranità e di autonomia saranno ancora più disastrose".​Joshua Wong torna a sottolineare la sua posizione sulla pandemia di coronavirus: "E' ben più di una semplice malattia: si tratta di una sequela di errori prettamente umani. Poteva essere contenuta se i medici che la denunciarono non fossero stati incarcerati. E anche adesso le autorità di Pechino stanno continuando a mettere il bavaglio alle critiche che circolano sul web nei confronti della cattiva gestione dell'epidemia da parte del governo".Wong non usa mezze misure rispetto al "modello cinese" che pure ha costituito, e sta costituendo, l'esempio seguito in Occidente per fronteggiare la diffusione del virus: "Per mantenere bassi i numeri delle statistiche ufficiali sui casi accertati, gli ospedali cinesi adesso rifiutano l'accettazione di nuovi pazienti, mentre quelli ancora in via di guarigione sono costretti a terminare il trattamento e i pazienti asintomatici non sono conteggiati nella casistica totale, secondo quanto riferiscono numerosi organi di informazione"."Ciò senza voler menzionare - aggiunge l'attivista - che l'ottanta per cento dei test per il Covid-19 che la Repubblica Ceca ha ricevuto dalla Cina dà risultati falsi. Ecco, tutte queste informazioni censurate dalla Cina potrebbero portare a un'altra ondata di contagi e potrebbero determinare la vita e la morte negli altri Paesi". "Intanto, la Repubblica Popolare Cinese è tutta impegnata a riscrivere la narrazione di questa vicenda rimproverando gli altri. La settimana scorsa i media di Stato cinesi, Global Times, Cctv e Xinhua, hanno mentito al pubblico sostenendo che il virus era già diffuso in Italia anche prima dell'epidemia di Wuhan", rimarca Joshua Wong."Il governo cinese - aggiunge Wong - ha anche strombazzato che la Cina avrebbe dato le mascherine all'Italia in cambio di niente. Attraverso questa disinformazione e queste fake news, la Cina calpesta la dignità delle altre nazioni, minaccia la loro sicurezza con omissioni e bugie, mettendo anche in dubbio il disinteresse degli aiuti disposti dal proprio governo"."In questa triste situazione - conclude - la popolazione dell'Italia e quella di Hong Kong stanno entrambe combattendo una guerra contro un virus mortale. Noi hongkonghesi siamo tutti quanti al fianco di ciascun italiano. E sono sicuro che potremo superare questi difficili momenti in poco tempo".

  • Navi da crociera, l’ambiente ideale per le relazioni tra i dipendenti
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    Navi da crociera, l’ambiente ideale per le relazioni tra i dipendenti

    Secondo i lavoratori delle navi da crociera le relazioni sentimentali tra dipendenti sarebbero estremamente numerose a causa degli spazi condivisi.

  • Giorgia Palmas e Filippo Magnini, matrimonio saltato: lo sfogo
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    Giorgia Palmas e Filippo Magnini, matrimonio saltato: lo sfogo

    Giorgia Palmas e Filippo Magnini si sono visti costretti a rimandare il matrimonio. L'ex velina ha pubblicato uno sfogo social.

  • Terremoto in provincia di Torino, scossa di 3,4 gradi in Val Sangone
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    Terremoto in provincia di Torino, scossa di 3,4 gradi in Val Sangone

    Una scossa di terremoto di 3,4 gradi della scala Richter è stata registrata nei pressi del comune di Coazze, a circa 30 chilometri dal Torino.

  • Quarantena e dieta: meglio cibi colorati e a piccole dosi
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    Quarantena e dieta: meglio cibi colorati e a piccole dosi

    I consigli degli esperti sulla dieta migliore durante la quarantena da coronavirus.

  • New York trema: un morto ogni 17 minuti
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    New York trema: un morto ogni 17 minuti

    Un morto ogni 17 minuti: è quanto sta accadendo a New York a causa dell’emergenza coronavirus, secondo quanto riportato dal New York Post.

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    AGI

    Italiani popolo di 'formiche' ma con il coronavirus salvare i risparmi si fa dura

    Italiani popolo di 'formiche', ma senza entrate, congelate dalla quarantena, la loro capacità di resistere rischia di essere messa a dura prova. I dati sulla ricchezza delle famiglie della Banca d'Italia testimoniano che a fine 2017 quella netta era pari a 9.743 miliardi di euro, 8 volte il reddito disponibile. Per 5.246 miliardi di euro costituita dal valore degli immobili, per 4.374 miliardi da attività finanziarie e per 926 milioni da passività. Un dato superiore a quello della media degli altri Paesi Ocse e che potrebbe rappresentare oggi un 'cuscinetto di sicurezza' per affrontare la terza grande recessione del millennio. A differenza di quanto accaduto nel 2008, dopo la grande crisi finanziaria, e nel 2011, con quella dei debiti sovrani, gli italiani arrivano però all'appuntamento con l'emergenza coronavirus dopo aver dato fondo a buona parte del loro 'tesoretto'. Alla fine del 2018, la ricchezza finanziaria delle famiglie tricolori, sottolinea il Censis, era ancora dello 0,4% inferiore a quella detenuta nel 2008. "Molta la ricchezza ereditata dal passato, poca la nuova aggiunta di recente", commenta il Centro studi.Gli esperti non si sbilanciano su quale atteggiamento assumeranno le famiglie italiane per assorbire questa nuova 'botta', anche se quanto accaduto in passato può fornire qualche indicazione. "Dopo le crisi del 2008 e del 2011", osserva Giorgio Di Giorgio, titolare della cattedra di Economia monetaria alla Luiss, "si è registrato un drastico calo degli investimenti in reddito fisso, complice il calo dei rendimenti, e un'impennata della liquidità". Ai 'Bot people' si sono sostituiti i 'cash people': circa un terzo della ricchezza finanziaria complessiva è attualmente composto da conti correnti e circolante.La nuova crisi, aggiunge, "potrebbe rendere ancor più forte la necessità di stare liquidi. L'emergenza potrebbe comportare riallocazioni importanti sul mercato del lavoro. Lo shutdown pesa sulle imprese, soprattutto su quelle più piccole, che potrebbero finire per non riaprire più. I lavoratori meno protetti potrebbero essere spinti a liquidare le loro posizioni più rischiose, anche rimettendoci, per costituirsi un 'buffer' che consenta loro di far fronte alla perdita di reddito disponibile".Il punto cruciale è però quanto possa durare la resistenza. "I poveri", osserva Di Giorgio, "sono già in difficoltà e a breve lo saranno tutti quelli che lavoravano a giornata, in nero, nei ristoranti, nei bar, nei negozi. L'impatto della crisi sulla riduzione della ricchezza dipende soprattutto dal mercato azionario, ma anche con un calo del 30 per cento, in media, dato il peso di azioni e fondi nei portafogli, sarebbe non superiore a un 8-10 per cento. Cifra importante", conclude l'economista, "ma secondaria rispetto alla 'fame' diffusa che mi aspetto a breve se non si riaprono le attività o non si riuscirà a trasferire soldi alle famiglie entro 10 giorni". (AGI)

  • Von Der Leyen gela su coronabond: "Non ci stiamo lavorando"
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    Von Der Leyen gela su coronabond: "Non ci stiamo lavorando"

    Alla Dpa: "Sono uno slogan, contrarietà Germania giustificate"

  • Il sondaggio: fiducia in Ue crolla anche fra europeisti
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    Il sondaggio: fiducia in Ue crolla anche fra europeisti

    "L’Europa alla quale il Presidente della Repubblica Mattarella si è appellato è fortemente criticata dalla maggioranza degli italiani. Il 72% dice che al momento non ha contribuito in alcun modo a fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso nel nostro Paese. Il dato più allarmante è che per il 77% nei prossimi mesi non cambierà nulla, cioè il rapporto con la Ue rimarrà conflittuale ma non porterà benefici all’Italia". E' quanto scrive sulla Nazione-Resto del Carlino-Giorno Antonio Noto, direttore 'Noto Sondaggi', che spiega come "questo sentimento prevalente" verso l’Europa riguardi anche gli europeisti più ferventi. La loro fiducia verso l’Ue, infatti, scrive Noto, "è crollata al 25%, basti pensare che nel periodo pre-epidemia questo indice era comunque al 34%, ed il 64% dei cittadini si professava "europeista convinto" contro il 49% di questi giorni, quindi con una perdita in poche settimane del 15% del consenso". Per il sondaggista, "ciò che colpisce in questi numeri non è la flessione in sé dei giudizi positivi verso l’Europa, questo era da attendere, bensì l’entità di tale diminuzione". Il "braccio di ferro tra il nostro governo e l’Ue per avere finanziamenti garantiti dagli altri Paesi è stata la ciliegina sulla torta, caduta nel momento in cui i cittadini già non riconoscevano nell’Europa un alleato fedele nella gestione dell’epidemia in Italia". Subito dopo, Noto spiega come non si possa escludere che "questa sensazione di essere lasciati da soli influisca concretamente sulle aspettative del futuro e anche in questo caso i numeri non sono incoraggianti". Infatti, "ben 1/3 dei lavoratori teme che nei prossimi mesi possa essere licenziato o che il proprio lavoro possa diminuire. In entrambi i casi si prevedono forti disagi economici che variano da reddito zero o parzialmente ridotto". Preoccupazione che viene registrata non tra i dipendenti pubblici, ma fra quelli del settore privato, imprenditori, commercianti e partite Iva. "Se per alcune di queste categorie è prevista la cassa integrazione – scrive Noto -, anche se al momento è programmata solo per 90 giorni, per altre invece il rischio è la mancanza di liquidità: il 22% degli italiani afferma che già all’inizio del prossimo mese potrebbe avere difficoltà ad effettuare la spesa". Infine, scrive Noto, "anche rispetto alle restrizioni in atto iniziano a prevalere opinioni critiche. Sebbene rimanga ancora molto alta la percentuale di persone che giudicano questi provvedimenti necessari (77%), dall’altra emerge che il 26% sta diventando dubbioso che queste misure realmente stanno avendo risultati".

  • Milano, l'Arvivescovo Delpini: abbiamo bisogno di segni
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    Milano, l'Arvivescovo Delpini: abbiamo bisogno di segni

    Messaggio pasquale e di speranza della guida spirituale milanese

  • Trovato morto il bimbo di 3 anni scomparso a Metaponto
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    Trovato morto il bimbo di 3 anni scomparso a Metaponto

    È stato ritrovato il cadavere del bambino di tre anni di cui si erano perse le tracce ieri mattina a Metaponto di Bernalda (Matera).

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    AGI

    Per i sindaci lombardi "i conti ufficiali sui morti non tornano"

    La maggior parte dei 12 sindaci lombardi interpellati dall'AGI conferma la tesi del sindaco di Bergamo Giorgio Gori: esiste un ‘sommerso' di persone decedute col coronavirus, soprattutto nelle case di riposo, ma anche persone che spirano nella loro abitazione, che non emerge dai dati ufficiali.Eclatante il caso di Albino, provincia del capoluogo orobico, il più colpito assieme a Brescia: “Lo scorso anno, dal 23 febbraio al 27 marzo erano morte 24 persone, quest'anno sono 145 - spiega il sindaco Fabio Terzi - tra i deceduti, quelli con coronavirus ‘certificati' sono 30. E' chiaro che i conti non tornano”. Restando in questa provincia, a San Pellegrino Terme, il primo cittadino Vittorio Milesi fa sapere che “dal primo marzo si sono contati 45 morti di cui 11 con coronavirus accertato da tampone. Lo scorso anno, erano mancate solo due persone”. “Da noi dall'inizio dell'emergenza abbiamo messo in fila 135 morti, l'anno passato era una novantina in meno - afferma Davide Casati, sindaco di Scanzorosciate, sempre provincia bergamasca - Quelli covid sono non più di 20, una minima parte, in linea con quello che sostiene Gori. Da tenere cpresente che di quei 135, 80 sono deceduti nella casa di riposo, di cui solo alcuni risultano residenti nel paese”. Marco Milesi, che guida il comune di San Giovanni Bianco, ancora Bergamo, ha assistito alla morte di 42 compaesani, “la quasi totalità sono morti certificati di Covid”. La situazione sembra simile nel cremonese. A Castelleone, il sindaco Pietro Fiori ha messo insieme dal primo marzo 25 morti, 23 in più rispetto al 2019. "Non ho dati ufficiali, di alcuni i familiari mi hanno detto che il virus è stata la causa e lo hanno scritto sul certificato di morte. Ma il numero è troppo esiguo rispetto al totale, tanti sono morti in casa, presumo almeno una quindicina”. Poco lontano, a Soresina, il sindaco Diego Vairani annota che “sono mancati 18 residenti con Covid, qualche unità in più rispetto allo scorso anno. Il dato più forte riguarda la casa di riposo dove nel 2019 ne morirono 2, quest'anno oltre una decina. Di questi ipotizziamo, ma non c'è il tampone, che molti siano deceduti col virus”. Vairani ci tiene a chiarire che “i dati reali di positivi e deceduti nel comune, discordanti rispetto a quelli della Regione che arrivano dopo, vengono ricavati grazie alla rete di medici e farmacisti di buona volontà che operano sul territorio. Sono dati che servono a ricostruire la rete di contatti di chi è stato colpito dal virus per evitarne l'ulteriore diffusione. La politica regionale e nazionale è molto distante da noi sindaci, come dimostrano i 12 documenti sui comportamenti da tenere, difficili da capire anche per un esperto”. Anche a Mediglia, nel milanese, decisiva nella triste contabilità è la casa di riposo. “Non ho una stima precisa - dice il primo cittadino Paolo Bianchi - ma posso affermare che i morti sono più del triplo dello scorso anno dall'inizio dell'emergenza. Sono 61 i deceduti nella casa di riposo più altre 8 persone. Quanti di Covid? Non lo so, sono i famosi dati ‘disallineati' che ci arrivano sempre in ritardo e senza referti medici da parte di Ats Città Metropolitana”. In controtendenza Trezzano sul Naviglio, sempre provincia di Milano, Fabio Bottero: “L'anno scorso è stato un anno molto sfortunato, con molti decessi. Da noi di Covid ci sono solo 3 deceduti. Non abbiamo registrato incrementi”.Il sindaco di Pisogne (Brescia), Federico Laini, sta raccogliendo i dati precisi che saranno pronti lunedì, ma per adesso osserva che “nelle ultime settimane non ho avuto un numero considerevole di casi di persone con sintomi di coronavirus poi deceduti, ma ho un aumento notevole di morti per arresto cardiaco di individui che non avevano sintomi di coronavirus”. Nel bresciano, a Robbio, c'è il primo sindaco Roberto Francesco che ha rotto il ‘muro' lombardo del no tamponi agli asintomatici e che vuole seguire il metodo di Vo Euganeo: “Noi abbiamo avuto 4 morti certificati da Covid su 8 persone positive. Oggi è morta la moglie di una persona positiva in casa di riposo, ma il tampone non le è stato fatto, casi così ce ne sono molti di sicuro. Io però ho cominciato a fare il test a tutti gli oltre 3mila abitanti. Gente convinta di esserlo perché aveva la polmonite non era positiva e chi non aveva sintomi aveva il virus. Per esempio tra questi ultiimi due lavorano con due ditte con centinaia di dipendenti”.In Lombardia c'è poi il caso Codogno, col sindaco Francesco Passerini con “125 decessi a fronte dei 51 dello scorso anno tra fine febbraio e marzo. Quanti siano morti col virus non si sa, quelli in casa di riposo non sono sottoposti al test. Ma non sono convinto che questo sia un errore perché, a quanto mi dice Ats, la contagiosità va analizzata nelle prime 24 ore dal decesso, dopo la vitalità del virus quasi sicuramente scompare. Quindi molto dipende dalla tempistica del tampone, non farlo entro tempoi certi significa sprecare tempo, soldi ed energie”. Nel comasco, provincia tra le meno interessate dal contagio, a Gravedona, spiega il sindaco Fiorenzo Bongiasca, a “marzo di quest'anno ci sono stato 51 morti, nel 2019 erano 24”. Da tenere presente che però nel paese lacustre c'è un ospedale dove hanno perso la vita residenti in altri comuni del comprensorio. I morti ‘certificati' coronavirus sono solo 5. Il comune di Dongo, stando a quanto riferito dal vicesindaco Mauro Robba, pare confermare la tesi di Gori: “Nel marzo scorso erano mancate 2 persone, quest'anno 8, solo uno accertato coronavirus”.

  • Arrestato figlio del boss Molè: sotto terra nascosti 500 chili di cocaina
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    Arrestato figlio del boss Molè: sotto terra nascosti 500 chili di cocaina

    Gli uomini della squadra mobile di Reggio Calabria, insieme ai colleghi del commissariato di Gioia Tauro, hanno arrestato in flagranza di reato Rocco Molè, 25 anni, figlio del boss Girolamo, 59 anni, ergastolano ritenuto capo dell’omonima cosca di Gioia Tauro. Il giovane rampollo del capocosca nascondeva più di 537 chilogrammi di cocaina e oltre 24 chili di marijuana. L’arresto è avvenuto a seguito di una serie di perquisizioni in un capannone e in vari terreni nella disponibilità di Molè a Gioia Tauro.  All’interno del capannone, celati in ceste di plastica, gli investigatori hanno scovato 150 panetti di coca collocati in 75 pacchetti. Il resto della cocaina è stato rinvenuto nascosto sotto terra in alcuni fondi coltivati ad agrumeto adiacenti al capannone.  Gli uomini della squadra mobile, infatti, hanno notato che in quel pezzo di terreno la terra era stata smossa, e così hanno deciso di procedere allo scavo, scovando altri 340 panetti di cocaina in pacchi di plastica ben sigillati. In tutto, fra la coca rinvenuta nel capannone e quella scovata sottoterra, 537 chili di droga, per un valore di decine di milioni di euro. Inoltre, perquisendo la casa del giovane a Gioia Tauro, gli agenti hanno trovato anche 24 chili di marijuana sistemata in alcuni involucri.  Molè, che era sul posto al momento della perquisizione, ha riferito agli investigatori di essere l’unico detentore della droga. Da qui l’arresto in carcere poi convalidato dal Gip.

  • Coronavirus, il Papa: oggi sia per tutti la domenica del pianto
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    Coronavirus, il Papa: oggi sia per tutti la domenica del pianto

    Messa a santa Marta: 'Mi domando: sono capace di piangere come Gesù?'

  • Emergenza coronavirus, solo un giovane su cinque continua a lavorare
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    Emergenza coronavirus, solo un giovane su cinque continua a lavorare

    In seguito alla quarantena dovuta all’emergenza Coronavirus milioni di lavoratori italiani sono al momento a casa senza lavoro

  • Oroscopo settimanale di Paolo Fox dal 30 marzo al 5 aprile 2020
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    Oroscopo settimanale di Paolo Fox dal 30 marzo al 5 aprile 2020

    Ottimo oroscopo settimanale per il periodo dal 30 marzo al 5 aprile per Ariete, Bilancia e Acquario, meno per il Toro: le previsioni di Paolo Fox.

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    La Bielorussia nega l'emergenza: "Contro il virus trattori e vodka"

    La Bielorussia è l'eccezione in Europa: qui si rifiuta di fermare il Paese per arginare la diffusione del Covid-19 che ha paralizzato l'economia mondiale. L'ex repubblica sovietica alle porte dell'Unione europea ha registrato finora solo 88 casi di contagio e nessun decesso. O almeno così risulta dai dati ufficiali. Così, il campionato di calcio va avanti, i ristoranti sono aperti e il presidente licenzia la pandemia globale del nuovo coronavirus come "psicosi". Dall'inizio dell'epidemia, il presidente Alexander Lukashenko, in carica dal 1994, si è opposto alle misure di contenimento. La scorsa settimana, ha persino denunciato una "psicosi" che alimenta "un panico più pericoloso del virus stesso". Ha quindi invitato i suoi 9,5 milioni di concittadini a continuare a lavorare, ad andare nei campi, a guidare trattori - che il suo Paese produce in massa - perché "il trattore guarisce tutti". Nell'elenco delle cure miracolose il capo di Stato ha inserito anche vodka e sauna.E se la minaccia globale non ha potuto fermare il dovere, non è riuscita nemmeno a rallentare il piacere con il campionato di calcio che seguo il suo calendario senza preoccupazioni. All'ingresso degli stadi, che vengono disinfettati due volte al giorno, viene controllata la temperatura dei tifosi. La televisione russa Match TV ha acquistato i diritti dell'ormai unico campionato ancora in piedi e l'ex star locale Aliaksandr Hleb ha invitato sulla stampa tedesca Messi e Cristiano Ronaldo a unirsi al campionato bielorusso. "Abbiamo adottato tutte le misure raccomandate dal ministero dello Sport. Tutti coloro che sono in contatto con i tifosi indossano i guanti", ha assicurato il portavoce della federazione bielorussa di calcio, Alexandre Aleinik. Il calo delle presenze c'è, -50% la scorsa settimana rispetto alla precedente stagione, ma consente di "disperdere gli spettatori sugli spalti".Da martedì, tuttavia, il tono è iniziato a cambiare. Durante un incontro con l'ambasciatore cinese, Lukashenko ha assicurato che il suo Paese segue la situazione "molto seriamente". I tg delle televisioni pubbliche hanno improvvisamente cominciato a inserire nelle scalette la pandemia, pur ripetendo che il confinamento generalizzato non è una soluzione. E negli ultimi giorni la capitale Minsk è stata meno vivace del solito, con le persone di età superiore ai 65 anni invitate a rimanere a casa e il permesso agli alunni di non recarsi in classe. Nelle ore di punta, la metropolitana non è più affollata, molte aziende che hanno optato per lo smart working. Ma bar, ristoranti e negozi rimangono aperti, senza istruzioni specifiche per i clienti.La vice ministra della Salute, Elena Bogdan, ha assicurato che tutti i portatori del coronavirus, anche asintomatici, sono stati isolati e ricoverati in ospedale. Le persone intorno a loro sono tutte messe in quarantena. Gravemente repressa, l'opposizione bielorussa denuncia una politica che può avere risvolti letali. "Le autorità stanno preparando enormi risparmi sulle pensioni di anzianità", ha dichiarato l'avvocato Mikola Statkevitch in un video messaggio, riferendosi alle devastazioni che la malattia sta causando tra le persone più anziane.Un altro motivo del negazionismo, secondo gli analisti, è che il Paese sta già vivendo difficoltà economiche a causa delle tensioni con il suo partner principale, la Russia. "E con il rallentamento globale, la situazione è ancora peggiore. Apparentemente Lukashenko ha deciso che fermare l'economia sarebbe un suicidio" per il Paese, spiega l'analista Artiom Chraibman.

  • Licia Nunez: “Non ho fatto in tempo a dire addio a mio padre”
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    Licia Nunez: “Non ho fatto in tempo a dire addio a mio padre”

    Licia Nunez parla della sua vita privata e racconta di non essere arrivata in tempo per dare l'addio al padre: "Se potessi tornare indietro lo farei".

  • Amici, Valentin su Francesca Tocca: “Faccio un passo indietro”
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    Amici, Valentin su Francesca Tocca: “Faccio un passo indietro”

    Valentin Alexandru ha confermato la fine della storia d'amore tra Francesca Tocca e Raimondo Todaro