Coronavirus, Frediani (M5s): domiciliari per chi è a fine pena

Prs

Torino, 9 mar. (askanews) - "Questa mattina i detenuti di quattro sezioni delle Vallette (carcere di Torino, ndr) si sono barricati nel IV padiglione e la rivolta potrebbe scoppiare da un momento all'altro. Come condiviso dalle diverse associazioni che vivono e conoscono la realtà carceraria, ora servono soluzioni forti come amnistia, indulto e moratoria dell'esecuzione penale e forme alternative al carcere come i domiciliari, in particolare per i detenuti a fine pena". Lo ha chiesto Francesca Frediani, capogruppo del M5S in Piemonte.

"L'applicazione delle misure di contenimento del coronavirus (come le restrizioni alle visite) in istituti che già non godono di buone condizioni dal punto di vista igienico sanitario non può che degenerare ulteriormente. Di fatto il decreto governativo prevede che prima dell'accesso alle carceri ai nuovi detenuti sia misurata la febbre e, se necessario, fatto il tampone. Ma le misure contenitive vengono applicate principalmente ai visitatori ed è inoltre risaputo che non tutti i contagiati hanno sintomi chiari come febbre, tosse o problemi respiratori", ha spiegato Frediani.

"Appare quindi comprensibile che vista l'attuale sovrappopolazione carceraria (circa 60mila detenuti per 50mila posti) per evitare che l'emergenza sanitaria diventi insostenibile con conseguenze gravi su individui già fragili, debba farsi strada la possibilità di liberare chi già gode di benefici, chi è sopra una soglia di età a rischio, chi ha un residuo di pena più basso di due anni. Diminuire la popolazione carceraria, come premurosamente richiesto dall'associazione Antigone, è l'unica soluzione possibile per evitare un collasso del sistema", ha proposto Frediani.

"Più in generale, l'emergenza che stiamo affrontando in queste settimane ci impone una riflessione più ampia sul sistema carcere e sul sistema sanitario nazionale. Vengano liberate risorse dalle grandi spese inutili per ridare dignità a beni e servizi pubblici oggi ultimi baluardi in difesa dell'interesse nazionale e per garantire che un sistema come il carcere svolga realmente la sua funzione rieducativa nell'interesse delle vite umane che lo popolano e di tutta la collettività", ha concluso.