Coronavirus, Fusacchia: no Parlamento scarto ridotto, c'è tecnologia

Pol/Bac

Roma, 25 mar. (askanews) - "Continuo a sentire ripetere che il Parlamento non è chiuso, peccato che sono un po' troppi giorni che lo sento ripetere solo sui social, sui giornali, sulle agenzie di stampa, e ci abbiamo messo un bel po' di giorni per tornare qui dentro e lo abbiamo dovuto fare in una maniera anche contingentata, dicendo che gli altri colleghi ovviamente possono seguire". Lo ha detto il deputato eletto all'estero, Alessandro Fusacchia, prendendo la parola nell'aula della Camera.

"Ma io - ha aggiunto - sono un parlamentare della Repubblica, noi siamo parlamentari della Repubblica non seguiamo, noi proponiamo, discutiamo, dibattiamo, raccogliamo istanze le portiamo qui dentro, ne discutiamo".

"Credo che ci sia un dovere da parte di chi presiede l'Aula e da parte di chi presiede ciascuno dei gruppi - ha sottolineato - di assicurare che questa nostra prerogativa costituzionale possa essere svolta pienamente fino in fondo. Lo dico a tutti perché altrimenti lo svilimento non è di una persona o di un collega, lo svilimento è di tutta la funzione che rappresentiamo".

Fusacchia ha poi osservato: "Nel momento veramente più difficile della storia repubblicana, noi non possiamo permetterci un Parlamento a scartamento ridotto, abbiamo bisogno di una democrazia aumentata, abbiamo bisogno di un Parlamento agile come stiamo chiedendo di fare al Paese. Io sono convinto che siamo capaci di cambiare qualche regola di funzionamento interno, di adottare qualche protocollo informatico sicuro, e dobbiamo lavorare anche, e soprattutto, da remoto: la tecnologia c'è, e possiamo essere molto di più di quello che rischiamo di diventare in questa fase, cioè dei semplici astanti, perché siamo nel luogo in cui, in un momento come questo, un Paese intero deve poter decidere che direzione prendere".