Coronavirus: Gabriele, 'mi sono ammalato a 20 anni, ringrazio i medici'

Coronavirus: Gabriele, 'mi sono ammalato a 20 anni, ringrazio i medici'

Milano, 24 ar. (Adnkronos) – "Mi chiamo Gabriele Beccaria, ho vent’anni, e mi sono ammalato di Covid-19". Inizia così la lettera che uno studente universitario ha inviato a 'Il Cittadino di Lodi' per raccontare la sua esperienza di "giovane, forse troppo giovane, italiano contagiato". Una sorta di diario che inizia la mattina del 21 febbraio scorso quando si scopre che il famigerato virus, fino a qualche ora prima relegato a 8700 chilometri di distanza, in Cina, si trova ora a Codogno, "ad una manciata di chilometri da Lodi, cioè da me". I primi sintomi compaiono il 3 marzo.

"Febbre alta e tosse sarebbero di lì a poco diventate mie perniciose compagne di vita, di quelle che sai di dover stare attento e che invece cerchi di allontanare con una certa saccenza indotta non solo dai vani tentativi di Tachipirina 1000, che oltre a far sudare ti illude di poter sconfiggere il male, ma anche dall’innocenza che può manifestare un’apparentemente mansueta bustina di Oki, pronta invece a scombussolarti lo stomaco (…). Le mie giornate oscillano così tra i due medicinali, pronti a lusingarmi da una parte e a sconfortarmi dall’altra: uno schifo", scrive l'universitario.