Coronavirus, Gallera: "Pensiamo a letti in fiere e alberghi"

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"Stiamo andando a individuare strutture alberghiere, stiamo anche pensando a realizzare reparti in luoghi più ampi come spazi fieristici anche solo per l'accoglienza dei pazienti in via di dimissione o utilizzare le cure intermedie delle strutture sociosanitarie. Sono alcuni degli strumenti che stiamo cercando di adottare" contro l'emergenza nuovo coronavirus. Questo "ci consentirebbe di alleggerire i presidi ospedalieri. E anche il fatto di riuscire a riconvertire e aprire spazi sulle terapie intensive, come Cuasso al Monte e Sondalo".  

A fare il punto Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, durante la conferenza stampa su Covid-19 da Palazzo Lombardia. "La saturazione" degli ospedali e delle terapie intensive in Lombardia "è sempre più alta ed è questo il vero tema. Stiamo cercando di far ruotare il più possibile i pazienti attraverso delle dimissioni precoci che possano portare la persona o al domicilio oppure in strutture protette a concludere la fase della negativizzazione". 

"Il dato che ha portato il nostro presidente e tutti noi a fare delle proposte più forti e radicali è quello che si è evidenziato nella zona rossa, questo contenimento dei casi". Gallera ne ribadisce l'assoluta necessità e spiega: "Da quando è iniziata l'emergenza Covid-19 sono stati gestiti nelle nostre terapie intensive 778 pazienti e ne abbiamo dimessi 103, segno che si curano ed escono. Ma nonostante il dato del 25% dei pazienti che non è più nelle terapie intensive, la saturazione è sempre più alta e questo è il vero tema".  

A ‘Stasera Italia’ l'assessore torna sulla riduzione dei contagi. "La lucina in fondo alla galleria sono la riduzione dei contagi nella 'zona rossa', su questo mi trovo d’accordo con Toninelli: l’atteggiamento individuale è fondamentale" dice Gallera. "Se noi adottiamo dei comportamenti individuali responsabili, io penso che in due settimane lo sconfiggiamo", il virus, "ce lo dicono gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità e poi il Paese riparte. Lodi e la 'zona rossa' sono la nostra lucina in fondo al tunnel".