Coronavirus, Galli: “A Brescia servono tamponi per ogni famiglia”

Massimo Galli

La situazione a Brescia e Bergamo a causa del coronavirus è preoccupante: il primario dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, esprime la sua opinione sulla diffusione del contagio. “Bisogna sostenere le migliaia di persone che sono contagiate e che però sono a casa e che magari non lo sanno”. In un’intervista per Il Giornale, il primario ha rivelato: “Serve un’indagine epidemiologica casa per casa, quartiere per quartiere”.

Coronavirus Brescia, Galli sui tamponi

I numeri di contagio da coronavirus a Brescia sono in rialzo: si parla di 6931 contagi totali (dato aggiornato giovedì 26 marzo), con un incremento di 334 contagiati rispetto a mercoledì. Secondo il primario dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, per arginare questa epidemia di coronavirus a Brescia (seconda città più colpita dopo Bergamo) occorre mettere in atto una strategia.

“Serve un’indagine epidemiologica casa per casa, quartiere per quartiere – ha detto Galli -. Bisogna sostenere le migliaia di persone che sono contagiate e che però sono a casa e che magari non lo sanno di essere positivi e continuano ad infettare”.

E infatti era stato proprio Massimo Galli a sottolineare pochi giorni prima come “gran parte dei contagi avvengono in contesti famigliari, come ovvio che sia vista la vicinanza tra le persone”. In questo modo, “uno rimane infettato – aveva detto il primario nel suo intervento a Omnibus – e contagia tutti gli altri”. L’isolamento in questi casi è necessario.