Coronavirus, Galli: “Lodigiano non doveva essere riaperto”

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Poco fa a Mezz’ora è intervenuto il primario dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli, commentando come folle la scelta di riaprire la zona rossa del Lodigiano e invitando alla cautela nelle nuove province dichiarate zone rosse.

Coronavirus, Galli: “Errore riaprire il lodigiano”

Poco fa al programma di Raitre Mezz’ora è intervenuto Massimo Galli, primario dell’Ospedale Sacco di Milano che non ha risparmiato accuse nei confronti di istituzioni per la riapertura anticipata del Lodigiano, prima zona lombrada decretata come zona rossa.

E’ una sciocchezza che si apra la zona rossa iniziale nei termini che ho orecchiato. Sono 16 giorni dal primo caso in quella zona, ma c’è stato almeno un mese di diffusione dell’infezione, è evidente che ci sono ancora dei problemi e non è finito il tracciare necessario dei contatti. Rimescolare le carte è una mezza follia, non ha senso”.

Chiarezza per tutti

Queste misure erano necessarie e andavano prese. Per difendere il resto del Paese e non solo-continua Galli- sperando che si sia in tempo, e che gli assalti ai treni non abbiano dato una spinta opposta. Ma ho perplessità e non ho capito bene cosa contengono queste prescrizioni e come vengono esattamente applicate all’interno della zona rossa”.

Il medico poi non ha risparmiato l’attacco agi vari assembramenti ingiustificati di persone, soprattutto per i giovani, a suo dire non curanti del pericolo: “Se i giovani reagiscono così non c’è che un modo, chiudere i locali. Si devono rendere conto che la situazione è tale che un giovane se la piglia, la passa al nonno e rischia di ammazzarlo. Questo va fatto comprendere con una certa chiarezza”.