Coronavirus, Galli: migliaia persone chiuse in casa non sanno cosa hanno

Red/Vep

Roma, 22 mar. (askanews) - "La scelta di fare i tamponi con una condizione di positività dei sintomi è stata una scelta senza alternativa perché comunque non si riusciva a fare oltre. Sa cosa non basta? Non tanto la potenzialità dei laboratori già in grado di ridurre la tempistica e quindi fare più test, quanto la rilevazione del tampone in quanto tale. A Milano e in tutta la Lombardia abbiamo probabilmente centinaia di migliaia di persone chiuse in casa che vorrebbero sapere che cosa hanno, avendo spesso sintomi". Lo ha detto Massimo Galli direttore del reparto malattie infettive dell'Ospedale Sacco di Milano intervistato ieri sera alla trasmissione Petrolio su Rai2.

"Se il distanziamento sociale vuol avere un risultato che sia definitivo anche il sapere, aiutare con maggiore successo della medicina territoriale, le persone che sono che a casa, ha un aspetto fondamentale che non può essere misconosciuto", ha concluso.