Coronavirus, Galli: non credo che in autunno sar come a febbraio

Ska
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Roma, 26 lug. (askanews) - Non preoccupato per una recrudescenza in autunno? "Io passo la vita preoccupandomi, il mio mestiere", risponde Massimo Galli, past president della Societ italiana di malattie infettive e tropicali nonch direttore della terza divisione di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano in una intervista ad Avvenire. "Non lo faccio irrazionalmente - spero - ma in base agli elementi che posso avere. Non do per scontata una nuova emergenza autunnale (anche se l'Oms ripete di star pronti) n penso di paragonare questa malattia alla Spagnola o all'influenza tradizionale. Insomma, non 'scritto' che questo virus torni nelle modalit che abbiamo conosciuto ma importante continuare a usare tutte le precauzioni". Secondo Galli, "il virus presente in Italia e in altri Paesi che hanno rapporti continui con l'Italia e pu darci dei seri problemi, tuttavia non ritengo che si possa arrivare a una situazione simile a quella che abbiamo vissuto tra febbraio e aprile". "Ci siamo rafforzati noi: il sistema sanitario pi preparato a riconoscerlo e non gli permetter di circolare indisturbato per settimane. Il coronavirus non si modificato pi di tanto sul piano genetico, non n pi n meno cattivo, ma ci sono persone infettate che infettano di meno gli altri e poi ci sono i superdiffusori. Il problema sono sostanzialmente loro, che sono spesso asintomatici, ma capaci di diffondere il virus, e che sono probabilmente all'origine dei focolai recenti". Spiega il professor Galli che "la Spagnola si manifestata con una prima ondata in primavera e una terribile in autunno, e la ricorrenza in autunno e inverno tipica dei virus influenzali. I coronavirus sono diversi, anche per come si diffondono: l'influenza la diffondiamo tutti allo stesso modo, per il Covid ci sono cattivi diffusori superdiffusori".