Coronavirus, garante infanzia Bolzano: no alle discriminazioni

Cro/Ska

Roma, 28 feb. (askanews) - "Su giornali, in radio, alla televisione, sui social media non si parla d'altro: il coronavirus è arrivato in Italia, è iniziato il contagio, i numeri delle persone che hanno contratto il virus sale, così come quello delle vittime. Si tratta di una situazione difficile da comprendere e affrontare", così la Garante per l'infanzia e l'adolescenza della provincia autonoma di Bolzano Daniela Hoeller interviene sul tema caldo di questi giorni: "Da una parte è senz'altro necessario fare fronte all'epidemia, tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione, prendere misure e precauzioni fondamentali per limitare il contagio, dall'altra ogni parola in eccesso, ogni commento poco ponderato, ogni osservazione sconsiderata rischia di gettare la popolazione nel panico. Quella che si viene a creare è una situazione di diffidenza nei confronti dell'Altro, di rifiuto del contatto umano, di isolamento ed emarginazione del Diverso. Questa è la mia principale paura, quando parliamo di COVID-19".

Eclatante, secondo la Garante, è la notizia pubblicata ieri relativa al ragazzo minorenne altoatesino che sarebbe stato prelevato dalla sua classe, in Austria, per essere sottoposto ad accertamenti medici, e sarebbe inoltre stato invitato a non frequentare feste o altri luoghi di aggregazione: "Si tratta di una comunicazione che ha destato forte scalpore. E a ragione. Parliamo infatti di un adolescente la cui sola colpa è quella di essere italiano, ossia proveniente da uno Stato nel quale si sta espandendo il contagio. La notizia è seria, bisogna parlarne, bisogna alzare la voce tutti assieme contro ogni tipo di discriminazione e combattere uniti tutte le forme di disuguaglianza. Questa forte e giusta indignazione, poi, teniamola viva e presente anche quando ad essere vittime di discriminazione sono persone di un'altra nazionalità". "Caro Alto Adige", conclude Hoeller rivolgendosi a tutta la comunità altoatesina, "restiamo uniti. Non lasciamoci sopraffare dal terrore, non iniziamo a puntare il dito l'uno contro l'altro, a guardarci di sottecchi, come se chiunque costituisse una minaccia per la nostra incolumità. Al contrario, è proprio questo il momento di aiutarci, di mostrare empatia. Manteniamo la nostra umanità".