Coronavirus: "Garantire a detenuti comunicazione alternativa"

Fcz

Milano, 23 mar. (askanews) - Bisogna garantire ai detenuti "tutti gli strumenti di comunicazione" per permettere a chi è recluso in carcere di dialogare distanza con i propri familiari nonostante il divieto colloqui scattato nelle carceri italiane per far fronte all'emergenza Coronavirus. E' la priorità indicata dal garante per i diritti dei detenuti del Comune di Milano, Francesco Maisto, durante la sua audizione davanti ai consiglieri della commissione carceri di Palazzo Marino.

"I detenuti non accettano queste restrizioni", ha detto Maisto parlando del divieto di tutti i colloqui con i parenti entrato in vigore per limitare la diffusione del contagio nelle varie casue di reclusione. "Ma noi ci impegnamo a verificare che tutti gli strumenti di comunicazione siano garantiti", ha aggiunto precisando che "sogetti privati e società hanno già messo a dispozione pc, cellulari e apparecchi per videochiamate".

Maisto ha poi tracciato un bilancio della situazione dei detenuti italiani ai tempi del Coronavirus. "Non sono preoccupati per loro, ma per le loro famiglie e i loro figlio, vogliono sapere come stanno quelli fuori". Ed è per questo che il 9 marzo scorso sono scoppiate forti rivolte nelle case di reclusioni milanesi e di altre città italiane. "Qui ci sono stati meno guai rispetto ad altrove. Nelle carceri di Milano non ci sono stati morti nè feriti. Ci sono stati alcuni incidenti provocati da detenuti tossicodipendenti che hanno abusato di sostenze stupefacenti. Il problema più grande è quello dell'eccessivo sovraffollamento che non ci consente di governare bene la situazione. Siamo molto preoccupati per il fuoco sotto la cenere. Sono infatti possibili altre forme di protesta con comportamenti di autolesionismo. A Opera 200 detenuti potrebbero partire uno sciopero della fame dal 24 marzo".