Coronavirus, Gasparri: no soldi pubblici al calcio

Pol-Afe

Roma, 19 mar. (askanews) - "Il presidente dell'Associazione calciatori, Tommasi, sul tema della riduzione degli ingaggi dei calciatori ha detto: 'vedremo cosa fare'. Ha poco da vedere. Serve un taglio drastico dei super stipendi dei calciatori. Un Paese che ha deciso di tagliare del 40% la rappresentanza parlamentare per risparmiare, e ciò prima della crisi che ha investito il mondo intero con questa pandemia, non può certo esitare di fronte agli sperperi del calcio. Le squadre non hanno mai incassato tanto come in questo tempo, grazie alla dilatazione dei diritti televisivi. Eppure il calcio registra perdite. Che ora si aggravano con la sospensione di partire e tornei internazionali. Perché? Perché i calciatori sono stati strapagati. Un Donnarumma, 6 milioni l'anno con l'aggiunta del fratello e tanti altri cifre o superiori o di analogo valore. Anche il grosso della truppa, non dai nomi altisonanti, percepisce, nelle massime divisioni, retribuzioni intollerabili. Il calcio rischia la crisi e chiede interventi. Ma non si può stanziare un euro pubblico a favore del calcio. Che pure ha una sua importanza nella società italiana. Diano l'esempio e si taglino gli stipendi. E non solo i calciatori, anche i dirigenti e gli allenatori. Si possono tagliare del 15, del 20, anche del 50%, in proporzione al livello delle retribuzioni. Il calcio dia l'esempio. Devono fare sacrifici tanti altri settori, e ho già ricordato come si è deciso praticamente di dimezzare organi costituzionali. Il calcio è importante ma non è un organo costituzionale e i compensi sono ben superiori a quelli di qualsiasi altra attività, pubblica o privata. Tagliare, tagliare, tagliare. E Tommasi non si permetta di opporsi a una scelta etica e doverosa. Comunque in Parlamento non daremo un euro al calcio. Diano l'esempio". Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Fi).