Coronavirus: Gema Group, anche le aziende hanno bisogno di mascherine

Coronavirus: Gema Group, anche le aziende hanno bisogno di mascherine

Macerata, 10 mar. (Labitalia) – Aumento della produzione, richiesta di aiuto ai partners europei e internazionali: il sistema sanitario italiano, impegnato a reggere l’urto del Covid-19, cerca disperatamente maschere monouso Ffp3, “ma l’impennata della richiesta non riguarda solo farmacie e ospedali”. A dirlo è Luca Bartoli, general manager Gema Group, azienda associata alla Compagnia delle Opere Marche Sud che da 10 anni seleziona e commercializza prodotti per la sicurezza e l’igiene negli ambienti di lavoro. "Non ci eravamo mai trovati di fronte a una situazione simile: da un mese – prosegue Bartoli – cerchiamo di far fronte alla richiesta di sistemi di respirazione facciali filtranti, quelle mascherine che continuano a dover essere utilizzate dai lavoratori di molti comparti produttivi. Ad oggi, non abbiamo più mascherine in magazzino: non è un’iperbole, non ne abbiamo nemmeno un pezzo”.

Il rapporto tra il periodo pre-Covid 19 e l’attuale, riferisce, "è chiaro: abbiamo esaurito in una settimana il quantitativo che avremmo venduto in un anno e parlo di ogni tipo di sistema di respirazione facciale filtrante, non solo delle maschere Ffp3 adesso note al grande pubblico a causa dell’epidemia, anche di maschere Ffp1, Ffp2, con valvole e senza, con carboni attivi e senza". Considerando la necessità dei lavoratori di farne uso nelle attività quotidiane, “purtroppo gli attuali tempi di consegna sono dilatati nel tempo", avverte.

"Continuiamo a lavorare per privilegiare le aziende – sottolinea – che hanno bisogno di questi sistemi per mantenere alta la sicurezza dei propri lavoratori, penso a chi fa saldature o lavora prodotti chimici ad esempio, non stiamo fornendo farmacie e aziende ospedaliere. Per ora con dei disagi limitati e dovuti alle tempistiche di reperimento, in futuro molto dipenderà dai tempi di ritorno alla normalità”. "A differenza dei tentativi speculativi rilevati, soprattutto da parte di aziende che vendono online, con rincari delle mascherine fino a 100 volte il loro prezzo di partenza, noi – sottolinea Luca Bartoli – non abbiamo mai modificato i prezzi di listino e non lo facciamo a maggior ragione in momenti come questi, di emergenza nazionale, seguendo il nostro codice etico e il rispetto che sempre deve essere tributato alle aziende e ai lavoratori”.