Coronavirus, Gentiloni giù dal podio ma c'è lui dietro svolta Ue

Coronavirus, Gentiloni giù dal podio ma c'è lui dietro svolta Ue

Bruxelles, 13 mar. (AdnKronos) – di Tommaso Gallavotti Sul palco della sala stampa, , insieme ai vicepresidenti esecutivi Margrethe Vestager e Valdis Dombrovskis. Lui, il commissario all'Economia Paolo Gentiloni, a quanto apprende l'Adnkronos, è stato avvistato al Delhaize (una catena di supermercati) di Flagey, a Bruxelles, mentre faceva la spesa.

Probabilmente l'ex presidente del Consiglio ha deciso di passare il weekend nella capitale belga, anziché rientrare a Roma, perché questo gli costerebbe una quarantena di 14 giorni. E quindi ha fatto acquisti, forse anche perché in Belgio, dopo che ieri sera il governo ha approvato delle misure volte a contenere il contagio, si è scatenata la corsa agli acquisti nei supermercati.

L'ex presidente del Consiglio non è uomo dall'agitazione facile, ma anche i commissari europei devono mangiare. Gentiloni non ha partecipato alla conferenza stampa, perché von der Leyen ha voluto esserci e c'è un limite al numero di commissari che si possono mettere sul palco, anche per ragioni di tempo.

Sbaglierebbe però chi arrivasse alla conclusione che il commissario italiano non ha pesato, nelle decisioni che sono state annunciate oggi dalla Commissione, e che è stato oscurato da Dombrovskis. A Bruxelles è stato impossibile non notare un netto cambio di passo, per non dire un'inversione a U, nell'atteggiamento della Commissione nei confronti dell'emergenza Covid-19, che si è verificato tra lunedì e martedì.

Ancora lunedì mattina, mentre il governo italiano aveva già 'chiuso' la Lombardia, la regione più popolosa del Paese, flagellata dal coronavirus arrivato dalla Cina attraverso la Baviera (pare), von der Leyen teneva una conferenza stampa per celebrare i suoi primi cento giorni di mandato, in gran parte centrata sull'emergenza migranti che sta vivendo la Grecia, alle prese con i rifugiati che arrivano dalla Turchia al confine terrestre, in Tracia.

Un atteggiamento molto 'germanocentrico' che non era passato inosservato e che aveva provocato più di qualche alzata di sopracciglio, mentre l'Italia doveva fronteggiare, oltre agli effetti drammatici del virus sul sistema sanitario, lo spettro di una crisi che si preannuncia pesante, specie per un Paese che non ha ancora recuperato i livelli di Pil pre-2008.

Martedì 10 marzo, quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva già firmato il decreto che estendeva le misure previste per le zone più colpite a tutto il territorio nazionale, von der Leyen ha telefonato al premier, per esprimergli il suo "sostegno per il popolo italiano", preannunciando una videoconferenza.

Videoconferenza che poi è stata fatta l'indomani, mercoledì 11 marzo, preceduta da un videomessaggio di von der Leyen su un social network, in parte in lingua italiana, in cui la politica di Hannover ha espresso ancora vicinanza al popolo italiano ("Siamo tutti italiani, non siete soli").

Fino al pacchetto di misure economiche varato oggi, accompagnato da un "siamo pronti ad aiutare l'Italia, qualsiasi cosa serva", che non sarà il 'whatever it takes' di Mario Draghi, ma almeno corregge la rotta rispetto ai siluri ("Non siamo qui per correggere gli spread") arrivati ieri da Francoforte, che sono costati all'Italia il maggior crollo di piazza Affari della sua storia, tanto da provocare l'intervento del capo dello Stato.

Dietro la svolta della Commissione di questa settimana c'è il lavoro della diplomazia italiana e soprattutto di Gentiloni, che ha un alto peso specifico (insieme a Dombrovskis, è l'unico ex premier del collegio, e ha guidato un grande Paese), è ascoltato e non perde occasione per sottolineare la necessità di spingere sugli investimenti. Inoltre il politico romano, come dimostrano i verbali, dice anche dentro il collegio le cose che dice pubblicamente, cosa che non tutti fanno.

Gentiloni che ha probabilmente spiegato alla presidente che la battaglia che l'Italia sta combattendo contro il virus, prima o poi, dovranno combatterla anche gli altri Paesi europei, molti dei quali stanno uscendo ora dallo stato di negazione in cui si erano cullati fino a che l'Oms non ha dichiarato la pandemia. E' stato Gentiloni a convincere von der Leyen a dare la sterzata che poi è arrivata e che è culminata nel pacchetto annunciato oggi. Certo, come ha detto l'ex premier, l'Ue non ha una voce sola, ma è "un coro".

Occorrerà vedere se canterà all'unisono. Lo si capirà dall'Eurogruppo e dall'Ecofin di lunedì e martedì prossimi, che dovranno approvare le misure proposte dalla Commissione. I falchi non sono certo spariti, neppure davanti alla Covid-19. Ma paradossalmente, dopo il disastro di ieri, per loro le cose sono adesso ancora più difficili. Intanto piazza Affari ne ha approfittato per rimbalzare del 7,1%, recuperando però solo una parte del bagno di sangue di ieri.