Coronavirus: Gianmarco, italiano a Hong Kong, racconta la situazione contagio

Coronavirus: Gianmarco, italiano a Hong Kong, racconta la situazione contagio

Il coronavirus continua a diffondersi in Cina. Il virus, identificato nel focolaio del mercato del pesce di Wuhan a inizio gennaio, ha portato a 26 decessi e a 913 casi sospetti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che non ci siano ancora i presupposti per lanciare un allarme internazionale, poiché i casi rilevati fuori dalla Cina sono ancora pochi. Tra le città colpite dal contagio c’è anche Hong Kong: proprio dalla metropoli situata sulla costa meridionale della Cina abbiamo raccolto la preziosa testimonianza di un nostro connazionale.

Coronavirus a Hong Kong: la testimonianza italiana

Gianmarco Mizzi racconta alla redazione di notizie.it che a Hong Kong i casi accertati di coronavirus sono attualmente due, a cui si aggiungono due casi sospetti rilevati nella giornata di ieri, 23 gennaio 2020. La situazione è abbastanza stabile – racconta – noi italiani non viviamo in una situazione di allarme. Abbiamo ricevuto delle mail dal dipartimento HR o dal Consolato, dove si avvertiva dei rischi del coronavius e si chiedeva di prendere delle precauzioni, come lavarsi spesso la mani con sapone o soluzioni a base alcolica e indossare la mascherina”. “Il consolato più che mandare email non può fare – continua – e non è stata creata un’unità di crisi o un checkpoint presso il quale recarsi per accertamenti. Per ora puntano sul buonsenso delle persone“.

Coronavirus, Hong Kong

Per il resto la città di Hong Kong è sotto controllo. “Il rischio più grosso – racconta Gianmarco- “si corre quando si prendono i mezzi pubblici, dato che un’alta densità di persone in uno spazio ristretto, come il vagone di una metropolitana, possono facilitare la diffusione del virus, oltre a fornirgli un veicolo di espansione. Per precauzione sono state annullate anche le manifestazioni sportive imminenti e tutte la manifestazioni previste per il capodanno cinese”.

Emotivamente, però, si nota una certa tensione: dopo le lunghissime proteste contro il Governo che hanno accesso Hong Kong nei mesi precedenti, un allarme del genere aumenta lo sconforto e l’ansia crescente dei cittadini, anche se “la gente cerca di mantenere la calma, anche perché buttarsi a terra in queste situazioni non serve a molto”.

Hong Kong, coronavirus

La situazione del coronavirus in Cina

Ci sono stati 26 morti, principalmente a Wuhan e nei dintorni, e 913 casi noti in Cina. Wuhan è considerato il focolaio del virus. Dopo lo stop totale dei trasporti (bus, treni, metropolitane, aerei) in entrata e in uscita dalla città, ieri 23 gennaio la città è stata messa in stato di quarantena: non si può né uscire né entrare in città per nessun motivo. Il South China Morning Post definisce la città come una ghost town, una città fantasma.

Intanto a Wuhan è iniziata la costruzione di un ospedale con mille posti destinato ai malati di coronavirus: secondo le autorità sarà completato e attivo entro lunedì prossimo, 27 gennaio 2020.

In tutta la Cina si chiedono di prendere misure precauzionali: prima di tutto l’uso della mascherina nei luoghi pubblici e non solo; in secondo luogo di lavare le mani più volte durante il giorno con sapone o soluzioni a base alcolica e di frequentare il meno possibile luoghi pubblici; non toccarsi con le mani non pulite occhi, naso e bocca.