Coronavirus, Gino Fasoli morto: era rientrato dalla pensione per dare una mano

Coronavirus Gino Fasoli morto

Tragedia all’Istituto Clinico di San Rocco Ome (comune in provincia di Brescia) dove è morto Gino Fasoli, medico di base che, nonostante fosse andato in pensione, aveva voluto aiutare i colleghi nella gestione del coronavirus. Purtroppo ne è rimasto anch’egli contagiato ed è andato incontro al decesso. Con lui continua ad aumentare il numero di dottori deceduti a causa dell’epidemia.

Coronavirus: il dottor Gino Fasoli è morto

Originario di Sulmona ma residente a Passirano, Gino aveva scelto di rindossare il camice bianco pur trovandosi in pensione da quattro anni. Medico di base a Cazzago San Martino per molti anni dopo aver lavorato al Pronto Soccorso di Bornato, non aveva comunque mai smesso di aiutare gli altri prodigandosi nel mondo del volontariato. Accompagnava infatti gruppi di ammalati a Lourdes e sosteneva Emergency in Africa.

Gli amici e i conoscenti l’hanno descritto come una persona molto generosa e disponibile che non aveva mai rinunciato ad offrire la sua esperienza per dare una mano. Anche in un’emergenza come quella legata al coronavirus aveva infatti deciso di tornare in prima linea per aiutare gli operatori sanitari. Proprio per questo però, essendosi esposto molto, aveva contratto l’infezione che per lui è stata letale. Ricoverato vicino a Brescia, è deceduto dopo pochi giorni.

È stato un bravo medico, una persona molto riservata e apprezzata da tutti” ha affermato Antonio Mossini, sindaco di Cazzago San Martino. La sua salma è stata tumulata a Sulmona, dove risiede la famiglia composta dal fratello Gabriele, dalla cognata Gabriella e dalla nipote Anna Paola.