Coronavirus, Giovanni Floris: "Informare ora è difficile ma necessario"

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"E' un momento di grande difficoltà anche per noi che facciamo informazione, bisogna inventarsi un nuovo modo di fare il lavoro per chi fa televisione. Serve la capacità e il senso di responsabilità di dover disturbare chi sta lavorando in condizioni critiche, ma è importante perché tutti capiscano cosa sta succedendo". Lo ha affermato Giovanni Floris, ospite della maratona live in streaming 'L'Italia Chiamò' organizzata dal Mibact dalle 6 alle 24 di oggi per promuovere una grande raccolta fondi per la protezione civile da destinare ai reparti di terapia intensiva in difficoltà per l'emergenza coronavirus. 

Affrontando il tema dell'informazione in questo momento di emergenza per il paese, il conduttore di 'diMartedì' sottolinea l'importanza di chi fa le notizie in questo momento, cercando un equilibrio tra informazione e rispetto della criticità in atto. "Dovremmo trovare il modo di essere responsabili -spiega Floris- ma continuare a lavorare, perché se l'informazione è citata nella Costituzione italiana un motivo ci sarà". 

E sulle difficoltà di connessione che spesso si verificano in una nazione interamente collegata ad Internet, aggiunge: "Siamo in un sistema tale che se anche una voce non riuscisse ad essere pubblicata la cittadinanza avrebbe la possibilità di essere informata, e questo è una cosa buona". E sulle capacità di reazione del paese, aggiunge: "Gli italiani hanno due grandi capacità: la prima quella di adattarsi. La seconda è che sono svegli. Se succede qualcosa, da subito sappiamo porre rimedio. Stavamo dimenticando che siamo una collettività, e le azioni di uno salvano la vita degli altri. L’avevamo imparato dalla seconda guerra mondiale, ora l'abbiamo ricordato".