Coronavirus: Giuseppe Conte riferisce alla Camera dei Deputati

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E’ in corso l’informativa di Giuseppe Conte alla Camera sull’emergenza coronavirus che sta interessando in Italia. In seguito parleranno i rappresentanti dei singoli partiti. Per ridurre le occasioni di contagio la Conferenza dei Capigruppo ha convenuto di limitare al massimo la presenza dei parlamentati in aula.

Coronavirus: Conte riferisce alla Camera

Il governo è partito in anticipo ad adottare misure di contenimento, ben prima che l’Oms lo dichiarasse emergenza internazionale. Il 22 gennaio abbiamo istituito una task force presso il Ministero della Salute e il 27 gennaio abbiamo decretato il divieto di atterraggio dei voli provenienti dalla Cina. Il 31 gennaio, all’indomani del primo episodio verificatosi a Roma, abbiamo dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Ricordo che l’Oms è di completa competenza delle regioni mentre allo stato spetta dettare i principi fondamentali dei principi di tutela della salute. Il tasso di contagio attribuito al Covid-19 ha posto subito la possibilità di sovraccarico dei sistema sanitario“. Ha poi ricordato tutte le tappe della scoperta dei casi di coronavirus, partendo dal paziente 1 di Codogno.

Io mi trovavo a Bruxelles, sono tornato e il giorno dopo abbiamo disposto misure immediate di contenimento del contagio definendo un percorso normativo affidato allo strumento del DPCM per definire via via le misure più idoneo a fronteggiare l’emergenza. Dopo aver isolato le zone rosse abbiamo iniziato a disporre misure su tutto il territorio nazionale. La scelta degli interventi si è sempre basata sull’opinione del comitato tecnico scientifico. Siamo stati i primi in Europa a tutelare la salute dei cittadini e ad assicurare adeguati presidi democratici“.

Dopo aver elencato i diversi DPCM con le relative misure, “sono consapevole della necessità dell’intervento del Parlamento. Per questo ho previsto l’immediata trasmissione dei provvedimenti ai presidenti della Camera e l’obbligo da parte del governo di riferire le misure adottate alle Camere ogni quindici giorni“.

Ha poi spostato l’argomento sul sistema sanitario e sulle iniziali difficoltà a reperire i dispositivi di protezione individuale, dovuta alla dislocazione della produzione all’estero e il blocco dell’export. Ha inoltre vantato le migliaia di posti letto recuperati in pochissimo tempo sia nei reparti di terapia intensiva che quelli di malattie infettive.

Quando ai provvedimenti economici, “abbiamo chiesto uno scostamento del deficit per reperire risorse per un pacchetto di misure di sostegno. Abbiamo incrementato gli stanziamenti a 25 miliardi e la Commissione Europea ha confermato che le misure sono da considerare escluse dalla valutazione rispetto alle regole di bilancio vigenti. E’ stata dichiarata poi la sospensione del patto di stabilità e crescita.

Giuseppe Conte ha poi elencato le principali misure economiche contenute nel decreto Cura Italia a favore di lavoratori, imprese ed autonomi. “L’impegno del governo trova in ciò solo un primo passo di carattere emergenziale. Ci rendiamo conto che l’intervento non è sufficiente e per questo stiamo lavorando per incrementare il sostegno alla liquidità e al credito. Con il nuovo intervento normativo confidiamo di pervenire ad uno strumento complessivo altrettanto significativo. Interverremo anche con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati.

Per questo il governo sta valutando tutte le iniziative per assicurare la liquidità necessaria per affrontare e superare questo momento di grande emergenza. Sarà cruciale poi superare le rigidità strutturali che hanno impedito di dispiegare tutto il potenziale di crescita dell’Italia.

L’impatto economico sarà tale da richiedere alla governance dell’Eurozona un salto di qualità all’altezza della sfida che stiamo attraversando. La nostra unione monetaria sopravvivrà solo se le istituzioni saranno rafforzate. In queste settimane ho promosso con forza ne confronti degli altri stati membri un’azione coordinata con gli altri leader sia nell’ordine sanitario che economico che sociale. Ad un’emergenza straordinaria è indispensabile rispondere con minore e azioni straordinarie per mostrare che l’Europa Unita fa ciò che è necessario. E’ convinzione del governo che nessuno degli strumenti disponibili progettati durante precedenti episodi di crisi che però avevano un0altra natura possa costituire un veicolo idoneo ad attuare quella coraggiosa risposta economica alla pandemia di cui tutti i cittadini avvertono la necessità. Per questo l’Italia sta valutando la creazione di strumenti di debito comuni che possano costruire un’adeguata linea di difesa. In questo spirito ho portato avanti un’iniziativa che è stata condivisa da altri 8 capi di stato (Belgio, Francia, Grecia, Irlanda, Slovenia, Lussemburgo, Spagna). L’obiettivo è quello di ribadire che l’epidemia sta realizzando uno shock senza precedenti e possiamo affrontarlo solo con misure straordinarie ed eccezionali che devono essere dirette a contenere al massimo la diffusione del virus. Nessun paese può accettare che altri paesi non raccolgano questa soglia di precauzione massima. Continueremo quindi ad operare con la massima determinazione e con la massima fiducia che restando uniti ne usciremo presto“.