Coronavirus, gli effetti della pandemia: cosa dice lo studio pubblicato su The Lancet

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Pandemia Covid-19
Pandemia Covid-19

La salute mentale è messa a dura prova dalla pandemia da Covid-19 che sta condizionando la vita di tutti ormai da anni. Secondo uno studio, pubblicato sulla rivista The Lancet, è stato possibile quantificare l’impatto della pandemia sulla prevalenza dei disturbi depressivi e dell’ansia a livello globale durante il 2020.

Pandemia da Covid-19, cosa è stato scoperto durante lo studio

L’impatto della pandemia sulla salute mentale è stato al centro di uno studio che ha coinvolto diversi esperti del settore. “Prima del 2020, i disturbi mentali erano le cause principali dell’onere sanitario globale, con disturbi depressivi e ansia come principali contributori. L’emergere della pandemia da Covid-19 ha creato un ambiente in cui sono esacerbate molte determinanti di scarsa salute mentale”, si legge sulla rivista The Lancet.

Pandemia da Covid-19, cosa è stato scoperto durante lo studio: altri dettagli

Gli effetti della pandemia sulla salute mentale, come mostrano dai risultati dello studio, evidenziano un notevole aumento dei disturbi depressivi e d’ansia come conseguenza del periodo da Covid-19. Lo studio ha evidenziato “gli aumenti nella prevalenza di disturbo depressivo maggiore e ansia nel 2020, entrambi associati all’aumento dei tassi di infezione da SARS-CoV-2, oltre alla riduzione della mobilità umana. Abbiamo stimato che i Paesi più duramente colpiti dalla pandemia nel 2020 hanno avuto i più grandi aumenti nella prevalenza di questi disturbi”, si legge nello studio.

Pandemia da Covid-19, cosa è stato scoperto durante lo studio: diversi i disturbi

Lo studio segnala una maggiore prevalenza di disturbi tra le donne rispetto agli uomini. Il sesso femminile sarebbe quello più facilmente influenzabile, secondo gli studi, da conseguenze sociali ed economiche legate alla pandemia. “È più probabile che le ulteriori responsabilità di assistenza e per la famiglia a causa della chiusura delle scuole o di membri della famiglia malati ricadano sulle donne” si legge sullo studio realizzato in 204 Paesi.

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