Coronavirus: gli interventi chirurgici aumenterebbero il rischio di decessi

covid rischio morte post-operatoria

Secondo quanto afferma uno studio dell’Università di Birmingham, il rischio di morte post-operatoria sarebbe più alta per i pazienti affetti da covid. I pazienti più a rischio rimangono gli uomini e gli over 70. Oltre l’80% ha riscontrato problemi respiratori ai polmoni e il 51% avrebbe sviluppato polmoniti prima dell’intervento chirurgico.

Covid, rischio morte post-operatoria?

I pazienti affetti da covid sarebbero quelli più a rischio di morte post-operatoria. Ad affermarlo è uno studio dell‘Università di Birmingham che in questi mesi ha cercato di calcolare i rischi di possibili decessi da covid sui pazienti che sono costretti a effettuare interventi chirurgici di vario tipo.

Lo studio

I ricercatori hanno rilevato che il tasso di mortalità per i pazienti ricoverati nelle terapie intensive sarebbe l’equivalente a livello di rischio anche per coloro che vengono sottoposti a interventi chirurgici post-covid. Sono stati presi in considerazione i dati relativi a 1.128 pazienti provenienti da 235 ospedali, su una scala di 24 paesi dell’Unione Europea.

Gli uomini sono risultati i pazienti più a rischio con la percentuale vicina al 30%, mentre le donne raggiungono solo il 18, 2%. Il rischio maggiore lo corrono gli anziani over 70, equivalenti al 33,7%, contro il 13, 9% delle fasce d’età inferiori. Il 51% degli operati avrebbe sviluppato problemi respiratori e di questi l’81% sarebbe morto proprio a causa di complicanze respiratorie ai polmoni.

Aneel Bhangu, Senior Lecturer in Surgery presso l’Università di Birmingham, co-autore dello studio, ha spiegato: Normalmente ci si aspetterebbe che la mortalità per i pazienti con chirurgia minore o elettiva sia inferiore all’1%, ma il nostro studio suggerisce che nei pazienti Sars-CoV-2 questi tassi di mortalità sono molto più alti in entrambi gli interventi chirurgici minori (16,3%) e chirurgia elettiva (18,9%). Sarà necessario alzare la soglia di attenzione negli interventi chirurgici durante la pandemia rispetto alla pratica normale e, se possibile, posticipare le operazioni soprattutto nei pazienti già a rischio, ad esempio per l’età avanzata”.