Coronavirus: Gori, 'ho amici intubati e torno a casa sfinito, ci rialzeremo'

Coronavirus: Gori, 'ho amici intubati e torno a casa sfinito, ci rialzeremo'

Milano, 14 mar. (Adnkronos) – "Ho l'agenda vuota di incontri e riunioni, anche ora in Comune sono solo, mi sembra di non fare nulla, sto solo attaccato al telefono e al pc. Ma la sera arrivo a casa sfinito. Non so neanche immaginare come si senta chi lotta per la vita e la morte delle persone". Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, racconta in un'intervista a Repubblica le sue giornate piene di "dolore" ma anche di "voglia di farcela". La sua provincia di Bergamo è la più colpita, con oltre 2.300 casi: "Abbiamo aspettato giorni – denuncia – che il Governo prendesse una decisione sulla zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo. Chissà, se si fosse deciso con rapidità avremmo forse limitato questa escalation".

Ora il sindaco chiede al Governo misure ancora più restrittive: "Le attività produttive sono rimaste fuori dall'ultimo decreto. La decisione di chiudere è affidata ai singoli, come ha appena fatto la Brembo. Ma sarebbe meglio che il Governo decidesse per tutti, ad eccezione dei settori che non possono essere fermati", afferma. A Bergamo, "il forno crematorio – racconta – funziona a ciclo continuo, i funerali non vengono celebrati e facciamo una sepoltura ogni mezz'ora. E' qualcosa di inimmaginabile. Dal punto di vista emotivo sono la fatica e la disperazione a scuoterti: gli amici che lavorano in ospedale, persone navigate, che piangono al telefono".

La tragedia sanitaria coinvolge il sindaco anche dal punto di vista personale: i suoi genitori "sono anziani, da settimane tappati in casa. L'8 marzo era il compleanno di papà. Mi sono fermato sul pianerottolo, gli ho lasciato un pacchetto e gli ho mandato un bacio virtuale. I miei figli sono lontani, le due ragazze studiano in Inghilterra, uno a Siena, ma adesso abbiamo deciso di farli tornare". Il sindaco ha anche diversi amici malati: "Purtroppo sì, diversi sono ricoverati, alcuni addirittura intubati, molti sono a casa con la febbre che va e viene". Ora, "la priorità sono gli ospedali, ma è importante che dal Governo arrivi un segnale forte di sostegno economico a imprese e famiglie. Quando tutto questo sarà finito ci aspetta una fase di ricostruzione ma sono certo che ci rialzeremo".