Coronavirus Hong Kong: il cane risultato positivo è morto

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Lo avevano costretto alla quarantena il cane risultato positivo ai test per coronavirus a Hong Kong: una volta liberato, però, è morto. Lo ha confermato il Dipartimento per l’Agricoltura, la Pesca e la Conservazione della Cina (Afcd). Era il 26 febbraio quando il cane ha iniziato il suo periodo di isolamento: lunedì 16 marzo, invece, è deceduto. La sua proprietaria, da quanto si apprende non avrebbe acconsentito all’effettuazione dell’autopsia. Le cause di morte del cane, quindi, rimangono dubbie.

Coronavirus Hong Kong, cane positivo

Un cane risultato positivo al coronavirus a Hong Kong era stato messo in quarantena il 26 febbraio scorso. Due gironi dopo il termine del periodo di isolamento, però, è morto. Lo ha riferito il Dipartimento per l’Agricoltura, la Pesca e la Conservazione cinese. Il South China Morning Post, invece, precisa che si trattava di un volpino di Pomerania di 17 anni. Rimangono dubbie le cause di morte, dopo che la padrona del cane non ha acconsentito l’autopsia. Molti esperti, però, ritengono che non sia morto a causa del Covid-19.

I test effettuati sul cane il 12 e il 13 marzo avevano dato esito negativo e per questo motivo il periodo di quarantena era terminato con ottime notizie. Due gironi dopo il ritorno alla quotidianità, però, il volpino è deceduto. Anche la padrona, una donna di circa 60 anni, era risultata positiva al Covid-19 ed è guarita completamente.

“Il cane non aveva sviluppato alcun nuovo sintomo – hanno riferito alcune fonti mediche contattate dal South China Morning Post -, è molto improbabile che il virus abbia contribuito alla morte del cane“. Inoltre, gli esperti tornano a ribadire che non vi sono evidenze scientifiche sulla possibile trasmissione del virus dagli animali domestici all’uomo.