Coronavirus, il bilancio dei contagi: 26.062 casi e 2.503 morti totali

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Nella serata del 17 marzo è giunta la consueta conferenza stampa del capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, che ha comunicato il nuovo bilancio dei contagi in merito all’emergenza coronavirus. I dati delle ultime 24 ore mostrano un ulteriore incremento dei nuovi infetti con 26.062 casi in tutta Italia e 2.503 morti in totale a cui vanno inoltre aggiunte le 2.941 guarigioni, 192 in più rispetto a ieri. Aumentano inoltre anche i dati sui tamponi effettuati, che salgono a 148.657 dall’inizio della pandemia.

Coronavirus, il bilancio dei contagi di oggi

Il capo dipartimento della Protezione Civile ha inoltre illustrato i dati regione per regione, con i territori epicentro dell’epidemia che rimangano ancora quelli maggiormente colpiti dal coronavirus. Al primo posto per numero di contagi troviamo infatti la Lombardia con 12.095 casi attualmente positivi, l’Emilia Romagna con 3.404 e il Veneto con 2.488.

A seguire troviamo Piemonte e Marche con rispettivamente 1.764 e 1.302 casi ciascuna, mentre più a sud abbiamo la Toscana con 1.024 contagi, la Liguria con 661, il Lazio con 550, la Campania con 423, la provincia autonoma di Trento con 368, il Friuli-Venezia Giulia con 347 casi e la Puglia con 320.

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Tra i cento e i trecento contagi troviamo invece la provincia autonoma di Bolzano con 282 casi, la Sicilia con 226, l’Abruzzo con 216, l’Umbria con 192, la Valle d’Aosta con 134, la Sardegna con 115 e la Calabria con 112. Al di sotto dei cento contagi rimangono infine la Basilicata con 20 casi e il Molise con con soltanto 19 casi di coronavirus. Al momento, dei 26.062 contagiati 11.108 si trovano in isolamento domiciliare, 12.894 sono ricoverati con sintomi di vario genere mentre 2.060 sono in terapia intensiva.

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Le parole di Giovanni Rezza

Per quanto riguarda l’ipotetico picco dell’epidemia di coronavirus, il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss Giovanni Rezza ha dichiarato: “Non ha senso parlare di picco dell’epidemia se lo facciamo a livello nazionale. Bisogna vedere di che parte d’Italia si parla perché in Lombardia, siamo in una situazione di incidenza massima nel bresciano e bergamasco mentre abbiamo superato per ora il peggio nel lodigiano. Sarà una battaglia a singhiozzo e ogni volta che l’epidemia accelera in qualche parte d’Italia dobbiamo reagire”.