Coronavirus, il bilancio dei contagi: 7.985 casi e 463 morti totali

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Come di consueto, nella serata del 9 marzo è stata indetta la conferenza stampa del capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, che ha comunicato il nuovo bilancio dei contagi in merito all’emergenza coronavirus. I dati delle ultime 24 ore mostrano un ulteriore incremento dei nuovi infetti con 7.985 casi in tutta Italia e 463 morti in totale. A questi vanno inoltre aggiunte le 724 guarigioni, 102 in più rispetto a ieri, e il numero dei tamponi che nelle ultime ore ha raggiunto quota 53.826 test eseguiti dall’inizio dell’epidemia.

Coronavirus, il bilancio dei contagi oggi

Il capo dipartimento Borrelli ha inoltre illustrato i dati regione per regione, con i territori della zona rossa che rimangano ancora quelli maggiormente colpiti dal coronavirus. Al primo posto per numero di contagi troviamo infatti la Lombardia con 4.490 casi attualmente positivi, l’Emilia Romagna con 1.286 e il Veneto con 694. A seguire troviamo Piemonte e Marche con rispettivamente 337 e 313 casi a testa, mentre sulla costa tirrenica abbiamo la Toscana con 206 contagi, la Campania con 119 e il Lazio con 94.

Al di sotto dei cento contagi troviamo invece la Liguria con 97, il Friuli-Venezia Giulia con 89 e la Sicilia con 52, la Puglia con 46, la provincia autonoma di Trento con 33, l’Abruzzo con 30, l’Umbria con 28, la Sardegna con 19, la Valle d’Aosta con 15 e il Molise con 14. Meno di 10 casi a testa hanno infine la Calabria e la provincia autonoma di Bolzano con 9 contagi ciascuna e la Basilicata con soli 5 contagi. Al momento, dei 7.985 contagiati 2.936 si trovano in isolamento domiciliare, 4.316 sono ricoverati con sintomi di vario genere mentre 733 sono in terapia intensiva.

Le statistiche sui decessi

Nel complesso, la regione con più morti nella giornata del 9 marzo è l’Emilia Romagna con 14 decessi, segue il Piemonte con 8 morti, la Lombardia con 6, le Marche con 3, il Veneto e il Lazio con 2 morti a testa e infine la Liguria e la Toscana con un morto ciascuna. Per quanto riguarda invece l’età anagrafica dei pazienti deceduti, essi corrispondono all’1% nella fascia che va dai 50 ai 59 anni, al 10% in quella dai 60 ai 69 anni, al 31% in quella dai 70 ai 79 anni, al 44% in quella dagli 80 agli 89 anni e al 14% in quella dai 90 anni in su.