Coronavirus, il cardinale vicario Angelo De Donatis trovato positivo

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Nella serata del 30 marzo il cardinale Angelo De Donatis, vicario generale per la diocesi di Roma, è risultato positivo al coronavirus. Il prelato, le cui condizioni di salute generali sarebbero buone secondo un comunicato, si trova attualmente ricoverato presso il Policlinico Agostino Gemelli della Capitale dove è già stato sottoposto a terapia antivirale. A causa della positività, i collaboratori di De Donatis sono stati messi in quarantena in via preventiva.

Coronavirus, positivo cardinale De Donatis

Nonostante il ricovero, il 66enne cardinale De Donatis ha voluto inviare un messaggio a tutti i fedeli della diocesi di Roma e ai propri collaboratori: “Sto vivendo anche io questa prova, sono sereno e fiducioso. Mi affido al Signore e al sostegno della preghiera di tutti voi, carissimi fedeli della Chiesa di Roma! Vivo questo momento come un’occasione che la Provvidenza mi dona per condividere le sofferenze di tanti fratelli e sorelle. Offro la mia preghiera per loro, per tutta la comunità diocesana e per gli abitanti della città di Roma”.

Dal 2017 Angelo De Donatis è vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, vale a dire l’ecclesiastico a cui il papa delega la carica di vescovo di Roma durante il pontificato. Dal medesimo anno De Donatis è inoltre presidente della Conferenza Episcopale del Lazio e gran cancelliere della Pontificia Università Lateranense.

La lettera del 26 marzo

Lo scorso 26 marzo, il porporato aveva inviato ai sacerdoti una lettera in cui parlava dell’emergenza coronavirus scritta appositamente per i missionari fidei donum, cioè per i presbiteri, i diaconi e i laici diocesani che si recano ad effettuare un servizio di missione temporaneo in un territorio dove esiste già una diocesi: “Sappiamo bene che il Signore non ci abbandona mai. Intuiamo nel discernimento dello Spirito Santo che in questo momento si sta realizzando una purificazione profonda, non solo in noi stessi ma nell’intera comunità cristiana, e che questo passaggio ha a che fare con la Pasqua di Gesù. Stiamo attraversando una Quaresima che ci segnerà profondamente, perché ci spinge a entrare, attraverso la vita, nella Sapientia Crucis”.